A CATANIA: FATTI SBARCARE I MINORI, SALVINI A RISCHIO DEFERIMENTO IN TRIBUNALE

DI LUCA SOLDI

A Catania è ormai evidente che le istituzioni nazionali stanno operando al di fuori dalla legge. Ne sono appunto indice le numerose prese di posizioni che si stanno susseguendo e che a fine giornata di ieri hanno imposto al ministro degli Interni di cedere almeno sul fronte dei minori.

Segno tangibile più che delle esternazioni di Fico come presidente della Camera, era stata una lettera della procura indirizzata alle autorità locali e nazionali 

“Viene richiesto che tutti i minori e ai soggetti vulnerabili presenti sulla Diciotti di sbarcare immediatamente perché sia possibile l’apertura di procedimenti giudiziali a loro tutela e l’inserimento in strutture di accoglienza adeguate”. 

L’appello era diretto al governo e a lanciarlo erano stati i magistrati per i minori. Il procuratore della Repubblica dei minori di Catania Caterina Aiello aveva scritto al ministro dell’Interno Salvini chiedendo almeno l’immediato sbarco dei 29 minori a bordo della nave Diciotti. L’iniziativa del magistrato arriva dopo che era stato depositato un esposto firmato dall’associazione Intersos che lavora a bordo della nave. Il magistrato, ricordava fra l’altro che le convenzioni internazionali e le leggi italiane, riconoscono ai minori il diritto ad ottenere il permesso per minore età e ad essere accolti in strutture idonee e ad aver nominato un tutore, aveva scritto: “E’ evidente che, nel caso in specie questi diritti sono stati elusi. Per altro si tratta di soggetti eritrei che possono essere ricollocati in altri paesi membri”.

Intanto arrivava anche notizia che il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, era salito a bordo della nave Diciotti a Catania. Il magistrato sarebbe titolare dell’inchiesta sul trattenimento dei profughi a bordo della Diciotti. L’inchiesta, che potrebbe ipotizzare anche il sequestro di persona, è ancora a carico di ignoti: qualora fossero individuate responsabilità da parte di esponenti del Governo la palla passerebbe al tribunale dei ministri.