OH MIA BELA MADUNINA, ACCOGLI TU GLI STUDENTI SENZATETTO DEL NUOVO ANNO ACCADEMICO

DI CHIARA GUZZONATO

Sotto il Duomo la canicola infuria ancora, la bela Madunina suda, ma le menti degli studenti delle università sono già in fervore da rientro. Chissà se riusciranno ad avere riparo dopo giorni di studio matto e disperatissimo, chissà se avranno un tetto sopra la testa o dovranno chiedere asilo proprio a quella Madunina alla quale rivolgono una preghierina prima di ogni esame.
Eh sì, perché pare proprio che quest’anno non ci sia posto per tutti: alla Milano-Bicocca 187 posti letto disponibili per le 528 richieste pervenute. Ma l’ottimismo imperversa in Ateneo: «Di solito almeno un centinaio non risultano in regola con i requisiti e ci sono rinunce, quindi contiamo di coprire le richieste». Secondo i loro calcoli cento studenti non avranno diritto alla borsa di studio, e gli altri 241 rinunceranno. Convinti loro.
Non va meglio al Politecnico, dove le domande sono doppie rispetto all’offerta. Forse anche lì contano di rispedirne qualcuna al mittente e sperare in qualche rinuncia. Della serie: “risolvere i problemi all’italiana: accadrà qualcosa per cui tutto andrà come deve andare e continueremo a non fare nulla”.
Ma dai, direte voi, per una stanzina cosa vuoi che ti chiedano, basta accontentarsi e con due biglietti da cento ce la fai a dormire per un mese. Magari! Pare che gli affitti per gli studenti a Milano si aggirino attorno ai cinquecento e passa euro al mese per una stanza singola (non un monolocale, una stanza in una casa condivisa), e siano di poco inferiori per un posto letto IN DOPPIA. Il problema non è tanto per chi, in fin dei conti, queste cifre se le potrà comunque permettere, ma quanto per chi avrebbe diritto ad un aiuto, perché per merito e reddito si è guadagnato una borsa di studio, e invece non potrà averne.
Qui apriamo e chiudiamo brevemente una parentesi: i metodi per stabilire chi, in teoria, dovrebbe non avere reddito a sufficienza, andrebbero forse rivisti. Conosciamo ragazzi con genitori imprenditori, che girano con borse firmate e vestiti costosissimi, ma poiché risultano vivere con il fidanzato o la fidanzata che di reddito, effettivamente, non ne ha poi tanto, pagano la tassa universitaria minima. E se ne vantano. Parentesi chiusa.
Detto questo, mettiamo che tutti coloro a cui viene affidata la borsa di studio siano effettivamente meritevoli: questi poveretti, come li facciamo studiare? Dovranno studiare in altre città, rinunciare a Milano. Lorenzo Morandi, portavoce di Studenti Indipendenti-Link, afferma: “Bicocca ha più residenze in costruzione ma non saranno consegnate in tempo.” Ma che strano. Questo forse perché le cose vengono pensate e iniziate sempre quando si è con l’acqua alla gola, quando i ponti crollano, quando le case tremano e si sfasciano, e quando i posti letto finiscono. È un metodo molto utilizzato nel Bel Paese: “eh, dai, c’è tempo, vedremo, faremo”. E non si può obiettare che l’emergenza sia stata un fulmine a ciel sereno, che sia capitata tra capo e collo e gli Atenei non abbiano saputo come reagire: già a ottobre 2017 un articolo su “Scuola 24”, sezione de “Il Sole 24 ore”, informava del problema. «Gli studenti lanciano un nuovo allarme sul diritto allo studio. Secondo Link-coordinamento universitario aumentano in tutta Italia le domande di posti letto e borse di studio: senza nuovi investimenti nella legge di bilancio, dicono, è “emergenza nazionale”.»
E cerchiamo di ascoltarli ogni tanto, questi studenti. Ora propongono di realizzare nuove strutture, e intanto, per supplire alla mancanza attuale, richiedono canoni concordati a Milano, che garantiscano sgravi fiscali ai proprietari e quindi riportino gli affitti a cifre più accessibili. «Quest’anno il Comune ha chiuso Agenzia Uni, piattaforma di mediazione gratuita per i fuori sede che cercano un alloggio», segnala ancora Link. Perché? C’erano “solo” 2600 iscritti. Ottimo, al posto suo a cosa si è pensato? Per dirla con le parole, assai poco chiare (ma, si sa, a volte è meglio non essere chiari per non dover dare troppe spiegazioni) dell’assessore all’Università Laura Galimberti: «Abbiamo avviato con il sostegno di Fondazione Cariplo un percorso di partnership tra pubblico e privato che offrirà una risposta più completa». I primi risultati di questo percorso di partnership ecc ecc? 2019-2020 (che nel linguaggio italiano significa forse fine 2021).
Nel frattempo, ragazzi, andate ad accendere una candelina alla Madunina.