ANTONIO PENNARELLA CI HA LASCIATI, UN “POSTO AL SOLE” PIANGE UN CARO AMICO

DI RENATA BUONAIUTO

Una lunga malattia ha fermato il cuore di Antonio Pennarella, volto noto del teatro, cinema e televisione italiana.
Molti lo ricordano per le recenti apparizioni nel ruolo di Nunzio Vintariello ad Un Posto al Sole, i suoi colleghi e compagni, sono stati i primi a diffondere sui social la triste notizia. “Ciao amico e nobile collega”, il saluto di Nina Soldano a cui minuto dopo minuto se ne sono aggiunti decine di altri.
Antonio Pennarella, era nato a Napoli il 27 maggio del 1960, a soli vent’anni comincia a calpestare le tavole teatrali ma è nel cinema e nella televisione che trova la sua massima espressione.
Dal 1996 la sua presenza sul piccolo schermo diventa costante, a fianco di Gigi Proietti, prende parte al “Maresciallo Rocca”, nel 2000 torna a Napoli per la fiction “La Squadra”, quindi “Provaci ancora Prof”, lo troviamo nella terza edizione di “Capri” ed ancora, “Il coraggio di Angela”, “Il caso Enzo Tortora, dove eravamo rimasti”, “Sotto copertura” . Nel cinema “I buchi neri” di Pappi Corsicato, “Lontano in fondo agli occhi” di Giuseppe Rocca, “Sodoma – L’altra faccia di Gomorra” di Vincenzo Pirozzi, impossibile elencarli tutti, un elemento però li rende speciali, Antonio Pennarella ogni volta si fonde nei suoi personaggi, li respira, li rende unici, regalando ai telespettatori un’immagine ed un’emozione forte ed avvolgente.
Un attore generoso e versatile che come dichiara l’assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nino Danjelev, “Resterà nel nostro ricordo come esempio di sensibilità artistica, talento e professionalità.
L’ho incontrato spesso nei corridoi della Rai, dove si svolgevano le registrazioni di “Un Posto al Sole”, di lui ricordo la cordialità e la generosità, anche dopo una giornata di riprese e, chissà forse già con qualche problema di salute, non risparmiava sorrisi e selfie ai gruppi di “fans”, presenti.
Il suo personaggio, il boss Vintariello, uomo rude e senza scrupoli, nel corso delle puntate si trasforma in un uomo “nuovo”, capace di diventare collaboratore di giustizia per amore di suo nipote, Nunzio. Sembra un semplice copione forse anche già letto, ma in questo sta la sorprendente capacità e professionalità di Antonio Pennarella, una dote che gli ha permesso di entrare nel cuore di tanti. In grado di recitare con i soli occhi.
Freddi e taglienti quando il copione lo imponeva, riuscivano poi a far scivolare giù una lacrima quando permetteva alla tenerezza di venir fuori, contagiando il telespettatore, che d’improvviso non lo vedeva più nei panni di un uomo senza scrupoli e senza morale ma ne scopriva l’anima più profonda.
Forse proprio questa sua capacità di fondere la “guapparia” ai sentimenti, l’ha reso così unico, così speciale. Oggi sono in tanti a piangere Antonio Pennarella attore, ma siamo certi molti di più, l’uomo che è stato.