GENOVA: COMINCIANO A SALTARE LE POLTRONE E ALLERTA METEO

DI MARINA POMANTE

Alfredo Principio Mortellaro, 66 anni e una laurea conseguita nel 1980 al Politecnico di Torino, farà parte della commissione ispettiva del ministero delle Infrastrutture sul crollo del ponte Morandi di Genova, guida l’ufficio Mit che sorveglia le concessioni autostradali.
Tra l’89 e il ’94 è stato responsabile dell’Ufficio Dirigenziale presso la presidenza del Consiglio, preposto alle “Attività di controllo sulle esportazioni di beni di altissima tecnologia e dei materiali di armamento”. Uomo di fiducia e da sempre all’interno di articolazioni della Presidenza del Consiglio, è stato responsabile di realizzazioni di importanti processi di informatizzazione, ruolo ricoperto tra il ’95 e il 2005. Inoltre per diversi anni, è stato componente dell’Ufficio Autonomo Interorganismi di Vigilanza con competenza su siti a carattere di massima riservatezza con il ruolo di: “Esperto per il settore impiantistica e infrastrutture con compiti di vigilanza”.
Prenderà il posto di Roberto Ferrazza, che è stato revocato dal ministro Toninelli. Roberto Ferrazza ex membro del Mit, ha voluto chiarire la sua posizione adducendo che sono solo ragioni d’opportunità e ha inoltre dichiarato: “Prima di parlare dovrei ricevere una comunicazione del ministero”.

Ferrazza, dichiara di non aver ricevuto comunicazioni dal ministero.
Il ministro Danilo Toninelli, ieri aveva dato mandato per la revoca dall’incarico di presidente della stessa commissione per l’architetto Roberto Ferrazza, secondo ragioni di opportunità in relazione a tutte le istituzioni coinvolte in questa vicenda. Ferranza perplesso aggiunge: “Vorrei cercare di capire, ma prima di parlare dovrei ricevere una comunicazione del ministero, cosa che ancora non c’è stata”. Ferrazza, che è provveditore delle opere pubbliche per il Piemonte, la Liguria e la Val d’Aosta, ha partecipato oggi a una riunione in prefettura “con uno stato d’animo aperto e sereno con la massima predisposizione anche se con un ruolo che è messo in discussione se non revocato”.

Anche Antonio Brencich, ha rassegnato le dimissioni dalla commissione ispettiva del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il compito di far luce sulle cause del crollo del Ponte Morandi, l’ingegnere ha voluto chiarire: “La mia decisione di dimettermi coincide con una ragione di opportunità. Lo volevo fare già quattro giorni fa. Su questa vicenda si è alzata una questione politica, con la quale non ho nulla a che fare, quindi, per ragioni di serietà, mi sono dimesso”.

Zona rossa non sarà allargata
Non è previsto l’ampliamento della “zona rossa” la protezione civile regionale e comunale ha escluso questa possibilità. La zona è quella interdetta sotto il viadotto crollato.
L’assessore regionale alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone ha dichiarato: “Avendo lì una situazione molto particolare, riteniamo che queste siano misure sufficienti in prima battuta, tutto quello che verrà preso successivamente sarà frutto di quanto accadrà”.

C’è preoccupazione per nubifragi in arrivo e le operazioni di rimozione saranno sospese per maltempo.
Nelle prossime ore, in Liguria scatterà l’allerta gialla per temporali su gran parte della regione (Savonese, Genovese, e Spezzino) dalle 20 di questa sera fino alle 23:59 di domani.
Le operazioni di rimozione dei resti del Ponte Morandi si fermeranno per ragioni di sicurezza. Il presidente di Regione Liguria e commissario delegato all’emergenza Giovanni Toti ha dichiarato: “entro 5 giorni piano demolizione” ha inoltre spiegato dal punto stampa nel quale sono state illustrate le misure di protezione specifiche per l’area del crollo del viadotto, nel greto del torrente Polcevera, previste per le prossime ore quando sulla Liguria scatterà l’allerta meteo.

L’inchiesta prosegue, per ora senza indagati
I periti incaricati dai pm di valutare lo stato del ponte, hanno determinato che anche le condizioni del moncone ovest del ponte Morandi “sono gravi, se non gravissime”. E’ ormai sicuro che nei prossimi giorni, l’inchiesta vedrà i primi indagati, che potrebbero essere in tutto una ventina. Ma per ora ha precisato il procuratore di Genova, Francesco Cozzi, “non c’è nessuna lista di nomi”. Cozzi, insieme all’aggiunto, Paolo D’Ovidio, coordina l’inchiesta sul crollo, affidata ai pm Walter Cotugno e Massimo Terrile.
Il fascicolo per ora quindi resta a carico di ignoti. I reati contestati invece sono confermati e sono di: attentato colposo alla sicurezza dei trasporti, disastro colposo e omicidio colposo plurimo.

Charlie Hebdo anche stavolta non ha fatto mancare la sua satira choc sul crollo del ponte di Genova.
La vignetta proferiva questa frase: “Costruito dagli italiani… pulito dai migranti”. Questa è stata la scelta del titolo dell’ultimo numero di Charlie Hebdo, una macabra ironia che ha indignato ed ha scatenato diverse polemiche in Italia. Il viceministro dei Trasporti, di origine ligure Edoardo Rixi, ha attaccato il giornale satirico: “Il giornale francese Charlie Hebdo è senza vergogna e riesce a superare ogni limite nel cattivo gusto. Questa sarebbe satira? Per me c’è solo una parola: SCHIFO”, ha scritto su Facebook…
La vignetta del giornale satirico francese mostra sullo sfondo il ponte spezzato e un’auto appena precipitata, in primo piano un immigrato di colore che spazza il suolo con una ramazza. Riferimento evidente alla tragedia del 14 agosto e alla crisi migranti che attraversa il nostro Paese.