NAVE “DICIOTTI” POLEMICHE E CONTROVERSIE

DI MARINA POMANTE

 

La nave Diciotti potrebbe aprire delle piccole crepe nel Governo con la decisione del “no Way australiano” che ha deciso di attuare Matteo Salvini, il quale afferma che: “sulla Diciotti sono tutti immigrati illegali”. Così Salvini torna a parlare della nave della Guardia costiera (la Diciotti è una nave italiana) a ridosso del porto di Catania, arrivata con 177 persone a bordo. Le persone all’internode della nave sono definite dal ministro: “illegali” ma non si conosce il loro status giuridico. Tuttavia il vicepremier ha dichiarato di avere la coscienza a posto e non temere nulla, aggiungendo “lavoro benissimo con il premier Conte, c’è ua perfetta sintonia, ieri mi ha chiesto informazioni ed io glil’ho date, mentre da ministro e da padre stavo dando indicazioni per far scendere i minori dalla nave Diciotti”.

Salvini poi lancia il post “Onore ai nostri uomini e alle nostre donne che DIFENDONO il nostro Paese e i nostri confini di mare, di terra e di cielo. #primagliItaliani.

Salvini, ha parlato poi della polemica col presidente della Camera, Roberto Fico e ha dichiarato: “Con Luigi Di Maio, lavoro molto bene, qualcun’altro ha tanto tempo per parlare, penso al presidente della Camera che ogni tanto dice e fa l’esatto contrario di altri esponenti M5S. E’un problema che si risolveranno loro”.

Salvini ha inoltre smentito categoricamente di aver mai minacciato le dimissioni, aggiungendo che “è una notizia priva di fondamento.

Maurizio Martina, il segretario del Pd, si è espresso in merito alla vicenda, apostrofando il vicepremier “il sultano ministro dell’Interno, ha deciso di giocarsi il terzo tempo della sua propaganda sulla pelle delle persone”.

Il ministro per il sud Barbara Lezzi, ha difeso Fico, con un post su facebook “Caro Salvini, l’Italia ha fatto il suo dovere salvando i migranti grazie alla Guardia costiera ed ha dimostrato civiltà ed umanità a dispetto di un’Europa vigliacca e disonorevole. Su questo niente da dire. Restando doverosa la pretesa di condivisione europea, nessuno deve impartire lezioni alla terza carica dello Stato circa la prerogativa di esprimere legittime posizioni”.

Claudio Fava, il presidente della Commissione Antimafia dell’Assemblea regionale siciliana, è salito a bordo della Diciotti, dove ora sono rimaste 150 persone dopo il via libera del Viminale allo sbarco dei minori (27 tra cui una ragazzina). I ragazzi fatti scendere, presentavano uno stato fisico debilitato, tanto che l’organizzazione umanitaria Terre des homme, li ha definito “scheletrini” e su essi sono state riscontrate ferite da arma da taglio. Fava ha scritto su Facebook: “Davanti al sequestro collettivo di persone perpetrato da Salvini, è tempo di fare sentire la voce di tutti gli italiani che ritengono la nostra Costituzione e i diritti che tutela, assai più importanti dei capricci del signor ministro”.

Anche Riccardo Magi, il leader dei radicali ha affidato a twitter il suo commento sulla vicenda: “ora a bordo della #Diciotti per verificare le condizioni dei 148 migranti ancora trattenuti illegalmente sulla nave del Governo. presenteremo un esposto alla procura di Catania. Alla Guardia costiera italiana va invece la nostra gratitudine per la professionalità e l’impegno.

Il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha visitato la nave Diciotti e intervistato dal Corriere della Sera, ha raccontato di aver visto “una realtà devastante. Bambini soli e tanti malati di scabbia”. Ha inoltre aggiunto che l’apertura del fascicolo per sequestro di persona e arresto illegale, era necessaria ai fini di una ispezione, escludendo così, scontri tra magistratura e politica, ci si atterrà alle indagini della Guardia costiera per l’individuazione di eventuali responsabili. “Io non posso interferire nelle scelte operative dei ministri”, ha poi concluso .

Salvini resta comunque in attesa della mossa europea e nel frattempo, un portavoce del ministro dell’Interno tedesco ha dichiarato in un comunicato Ansa che a Berlino, “una decisione sull’accoglienza non è stata ancora presa” ma che la Germania intende osservare la, “sua responsabilità umanitaria nell’ambito della solidarietà europea, ci aspettiamo però che anche altri Stati membri partecipino all’azione di accoglienza. La solidarietà non può essere una strada a una corsia”.

Matteo Salvini poi torna a pronunciarsi su Malta: “non fa il suo dovere”.
Tra Malta e Italia c’è uno scarica barile di responsabilità.
Malta ha riferito che nella giornata di mercoledì, ha soccorso altri 100 naufraghi su un barcone, accusando l’Italia di mancato rispetto agli impegni della ridistribuzione dei migranti sbarcati a Malta dalla Lifeline il 27 giugno scorso. Savini ha replicato che a La Valletta non solo non fanno il loro dovere, ma lasciano passare qualsiasi imbarcazione dicendo di andare verso l’Italia.

L’Unione Europea, nella riunione di oggi ha cercato di trovare la soluzione sulla questione dei porti di sbarco. Ieri, Antonio Tajani il presidente del parlamento UE, aveva dichiarato “se gli Stati membri avessero seguito la proposta di riforma di Dublino, il problema della Diciotti sarebbe già risolto. E’ la chiave della soluzione, perchè prevede il ricollocamento immediato dei migranti.
I Visegrad che vi si oppongono, devono farsi carico del problema, oppure devono essere sanzionati, la solidarietà non è a senso unico”.

Laura Boldrini ieri ha dichiarato di aver trovato uno stato generale preoccupante per tutti i 150 migranti e tutti sono affetti da scabbia. Contraria alla linea del Viminale che nega lo sbarco ai 150 migranti rimasti a bordo della nave della Guardia Costiera, l’ex presidente della Camera ha voluto incontrare i migranti tratti a bordo nelle acque territoriali di Malta. Una scelta quella della Boldrini che fa riaccendere lo scontro politico sulla nave. Nella serata del 22 tutti i rappresentanti della sinistra, hanno assediato il porto di Catania, dal segretario dem Maurizio Martina al parlamentare Pd Davide Faraone. I dem sfidano il ministro Salvini: “Salvini abbia il coraggio di salire sulla Diciotti, legga l’art. 289 del Codice penale e cominci a farsi qualche domanda”, afferma il dem Miceli. Ma dal Viminale la linea resta invariata
Dall’Ue non ci sono garanzie in merito alla ridistribuzione dei migranti e così il ministro non dà l’autorizzazione allo sbarco. Sempre nella gornata di ieri un portavoce della Commissione europea ha fatto sapere in un briefing a Bruxelles: “I contatti intensi della Commissione Ue a tutti i livelli da domenica, a seguito di una richiesta dell’Italia, sono ancora in corso. Continuiamo a lavorare per trovare una rapida soluzione affinché le persone a bordo della Diciotti possano sbarcare in modo sicuro”.
l’Unhcr e l’Oim, l’Organizzazioni Internazionale per le Migrazioni spronano il governo italiano a consentire ai rifugiati e migranti salvati che sono a bordo della nave costiera italiana Diciotti a sbarcare: “accogliamo con favore gli sforzi compiuti dalla Guardia Costiera italiana nel salvare la vita di questi uomini, donne e bambini, ma è necessaria una risoluzione urgente a questa impasse”.

Oggi c’è stato lo scontro tra Moavero e Di Maio su fondi all’Ue e la Farnesina ha preso le distanze: “Versare i contributi è un obbligo è un dovere legale” e per Bruxelles: “Le minacce non funzionano”. Il commissario Oettinger prospetta sanzioni. Non c’è sintonia tra Italia ed Europa sulla questione migranti. A Bruxelles il vertice tecnico dei 12 stati membri indetto dalla Commissione europea, ha prodotto un nulla di fatto: nessun accordo è stato trovato sulla ripartizione dei 150 migranti presenti a bordo della nave Diciotti, ferma al porto di Catania da 4 giorni. E secondo quanto trapelato, nel corso della riunione a porte chiuse, si sarebbe parlato di “un’Italia isolata” anche perché “i ricatti del Governo hanno peggiorato il clima”. La replica del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte non si è fatta attendere: “L’Italia ne trarrà le conseguenze e d’ora in poi, si farà carico di eliminare questa discrasia” che troviamo “tra parole e fatti, che trascolora in ipocrisia perseguendo un quadro coerente e determinato d’azione per tutte le questioni che sarà chiamata ad affrontare in Europa”. Ma la linea dura non piace nemmeno all’opposizione, l’aspro intervento di Martina “Il Governo, tiene in ostaggio quei migranti, è un fatto inaudito, il premier riferisca in Parlamento”. Non attiene alla società civile, un “comportamento del Governo deplorevole e irresponsabile”. Dal mondo cattolico: don Antonio Mazzi ha invitato addirittura il presidente della Cei di farsi legare davanti alla Diciotti. Ma c’è un’altra questione da varare, una minaccia alienata ieri e ribadita oggi dal vicepremier Di Maio: bloccare i pagamenti del nostro Paese all’Ue in mancanza di collaborazione nella ridistribuzione dei migranti che si trovano a bordo della nave Diciotti. Mentre crescono le divisioni nel Movimento, sul caso Diciotti e nonostante il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, sottolinei che “pagare i contributi all’Ue è un dovere legale dei membri”, il ministro del Lavoro insiste: “Oggi l’Ue ha deciso di voltarci le spalle” e continua Di Maio: ” a questo punto l’Italia deve prendersi in maniera unilaterale una riparazione. Non abbiamo più intenzione di farci mettere i piedi in testa. L’Unione Europea non vuole ottemperare ai principi concordarti nell’ultimo consiglio europeo? Noi siamo pronti a tagliare i fondi che diamo all’Ue. Vogliono 20 miliardi dai cittadini italiani? Dimostrino di meritarseli e si prendano carico di un problema che non possiamo più affrontare da soli”. Un dibattito che coinvolge tutta l’Europa. La questione immigrazione non accenna a placarsi e la nave resta ferma al porto di Catania con il suo carico di anime perdute.