MI SONO SEDUTA DALLA PARTE GIUSTA, PERCHE’ QUELLA DEL TORTO ERA OCCUPATA DA SALVINI

DI CLAUDIA PEPE

Una volta c’era lo sbarco in Normandia, ora in tempi di spending review, c’è lo sbarco sulla riviera romagnola. Ed ecco, senza felpe e senza ruspe, arrivare con sorriso asfittico, il nostro Ministro dell’interno Matteo Salvini, ospite da coccolare e atteso con trepidazione, che approda al meeting di Comunione e Liberazione.  Strano che non abbiano sospirato così tanto l’altra parte del governo. Il Movimento 5 stelle. Forse perché in tempi di magra, lui liscerà il pelo al mondo cattolico e il mondo cattolico cercherà di spremere e di ottenere benefici e gadget. Salvini non ha mancato di attaccare il Presidente della Repubblica Mattarella per la sua apertura fisica ma soprattutto mentale ad accogliere gli uomini e donne rinchiusi nella “Diciotti”.  Le scuole private e il clero, tirano un respiro di sollievo e ringraziano anche se si professano cristiani. Infatti per le scuole e Università private è stato previsto uno stanziamento come sempre e anche cospicuo. Per meglio capire come il flusso di denaro pubblico finisca nelle casse delle scuole private cattoliche e del Vaticano dobbiamo risalire al lontano 1947 e alla stesura degli articoli della Costituzione da parte dei Padri della Costituente.

Art 33 : Scuole Private senza oneri per lo Stato.

“Enti privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”
Per meglio rimarcare il concetto di quest’articolo e non creare fraintendimenti, l’11 Febbraio 1950 , 68 anni fa, Piero Calamandrei intervenendo a Roma al III Congresso Nazionale in difesa della Scuola Pubblica disse: ”Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a fare meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà.” Parole e concetti chiari ma che nel corso degli anni hanno subito un arroccamento e un’evoluzione opposta. Mentre la scuola pubblica subisce ulteriori tagli nell’organizzazione, nel corpo docenti, e in tutte le sue branche, la scuola privata viene foraggiata con i soldi di noi tutti. Vediamo le sostanziali differenze tra una scuola pubblica e una scuola privata: la scuola pubblica è gratis, aperta agli studenti di qualsiasi classe sociale, credo religioso e politico. La scuola privata è gioco-forza frequentabile da un ceto medio-alto che la sovvenziona con rette impegnative, d’ispirazione perlopiù cattolica, gestita quasi sempre da organizzazioni clericali che fanno confluire i proventi nelle casse del Vaticano. Il corpo docenti nella scuola pubblica passa attraverso una selezione che prevede: concorsi, graduatorie, tirocinii, specializzazioni, aggiornamenti; nella scuola privata l’assunzione è quasi sempre arbitraria e clientelare. E non esiste l’insegnante di sostegno. Cioè i disabili nel regno dei cieli non entrano. Si lascia così anemizzare la scuola pubblica per favorire la scuola privata, con cure di denaro e privilegi. Si comincia, persino, a consigliare ai ragazzi di andare a queste scuole, perché in fondo sono” migliori di quelle di Stato” e, magari si danno dei premi o si contribuisce con benefici alle famiglie.” E’ più bello andare alle scuole private,  si studia meno e si riesce anche meglio”. Così diventerà privilegiata e, la scuola pubblica, sarà la solita Cenerentola che deve annaspare tra scope, ramazze e qualche zucca da tramutare nel principe azzurro.

E pensare che i finanziamenti pubblici alle scuole private cattoliche, negati dalla vituperata Democrazia Cristiana, sono stati elargiti nel 2000 da Massimo D’Alema e Luigi Berlinguer , addirittura nel 2008 si era parlato di ridurli di una novantina di milioni, a fronte di nove miliardi di tagli alla scuola pubblica e, i vescovi italiani, annunciarono e minacciarono che sarebbero scesi in piazza contro il Governo. Il Ministro ombra Garavaglia, sapete cosa fece? Non solo reintegrò i milioni decurtati ma presentò un DDL per aumentarli di un centinaio. Questa è la sinistra, ora e sempre. Amen. Concludo ricordando la dichiarazione di voto che fece allora (21 Aprile 1947) uno dei Padri costituenti, non un fervente cattolico e nemmeno un fanatico comunista, ma il repubblicano Della Seta “Lo Stato educa, anzitutto, con i suoi reggitori, se danno testimonianza di rettitudine e di carattere, educa con le sue leggi , poiché c’è una vera funzione pedagogica della legislazione; ma educa soprattutto con la scuola. Quindi, scuola di Stato: questa è la parola della democrazia. Non come una delle tante scuole che debba gareggiare con le altre: ma come una scuola che sulle altre abbia la debita preminenza. Allo Stato le supreme direttive dell’educazione nazionale. Se abdicasse a questa sua funzione, lo Stato non sarebbe più lo Stato; né noi più potremo coerentemente parlare di democrazia. Da allora, lo Stato ha abdicato, e la democrazia è diventata una parola astratta, variabile e suscettibile a seconda di chi la indossa..