“ORA BASTA”, ZINGARETTI LANCIA LA PROPRIA RICETTA PER REAGIRE

DI ALBERTO EVANGELISTI

Dal lato dell’opposizione si moltiplicano in queste ore le ricette su come superare l’attuale situazione, che vede una egemonia, politica e mediatica, dell’ala di Governo e, in particolare, della Lega.

Oggi è la volta di Nicola Zingaretti che, dal blog su Huffington Post, si fa sentire indicando quella che ritiene essere la strada da percorrere: “Possiamo continuare a lamentarci, dividerci, isolarci fino alla disillusione e all’irrilevanza, oppure possiamo decidere di guardare all’avvenire come al territorio della speranza, della solidarietà, delle opportunità per tutti” Il Governatore del Lazio non lesina colpi alla maggioranza secondo cui gli esponenti  “hanno trasformato il governo di un grande Paese in un’agenzia del dilettantismo e del rancore. Parlano una lingua gonfia di odio e di isterismo, che dice per poi negare di aver detto, che inganna i cittadini, disprezza gli avversari politici, irride la scienza. Indicano capri espiatori per sottrarsi sistematicamente alle loro responsabilità. Con loro l’Italia sarebbe destinata a un ruolo marginale e a un declino inarrestabile”.

Dopo la pars destruens, le indicazioni al proprio partito: “Il primo passo sarà tornare a incontrarci, in tanti per cercare e trovare insieme le soluzioni e soprattutto le ragioni profonde del nostro stare insieme e del nostro immaginare insieme il futuro”. Zingaretti lancia dunque un “incontro” a Roma per il 6 e 7 ottobre come primo passo del nuovo percorso di ricostruzione.

L’uscita odierna non lascia certo sorpresi: si inquadra pienamente in quelle ambizioni, mai nascoste da Zingaretti, di conquistare la segreteria del PD. Come ogni singolo tentativo di scalata ai partiti che si rispetti, anche questa volta si parte da una conta di persone. Si direbbe idee nuove, metodo vecchio.

Esiste poi una seconda questione: Zingaretti si è da poco ricandidato ed è stato rieletto alla Regione Lazio. In molti nel partito vogliono che il prossimo Segretario lo sia a tempo pieno, ponendo di fatto un veto al Governatore.

L’estate sta finendo, fra poco il dibattito politico si sposterà necessariamente sulle questioni economiche, in cui l’opposizione giocherà la propria partita determinante; Zingaretti vuole esserci, senza sentirsi limitato sui temi nazionali dal proprio ruolo istituzionale locale ed ha fatto la propria mossa.

Quello che è certo è che, prescindendo dalla maggioranza che attualmente sta giocando una partita propria, a breve inizierà la marcia di avvicinamento dell’opposizione e del PD in particolare, alle prossime elezioni europee, appuntamento politico fondamentale per il futuro del partito.

Per affrontarlo può Zingaretti bastare a questo Partito Democratico? L’impressione è nettamente che no, non basterebbe. Certamente il PD oggi non può fare a meno della spinta innovativa del più attivo dei big di questo periodo: Calenda. Altrettanto sicuramente dovrà essere della partita l’ala renziana, nonostante tutto ancora probabilmente maggioritaria nel partito, con cui, volenti o dolenti, gli altri dovranno trattare.

E’ così che, le ambizioni di Zingaretti da un lato e l’attivismo di Calenda dall’altro, potrebbero finire con l’aprire la via all’ intervento di un federatore, ruolo per cui attualmente appare in evidente pole position Gentiloni: oltre ad essere stato Ministro di Renzi, peraltro da questi indicato come proprio sostituto, e aver avuto come  Ministro Calenda, che lo ha spesso e volentieri indicato come guida ideale del PD, Gentiloni, ha sempre coltivato un ottimo rapporto anche con Zingaretti, non a caso una delle più strette collaboratrici dell’ex Premier, Lorenza Bonaccorsi, è attualmente in giunta proprio con Zingaretti alla Regione Lazio.  Gentiloni è peraltro personaggio gradito anche a molti dei fuoriusciti di LeU, soggetti con cui provare a ricucire i ponti, o quantomeno a tentare un dialogo costruttivo, sembra via obbligata.

In ogni caso, l’iniziativa di Zingaretti è il primo vero tentativo di adunata indetta da un esponente PD dopo le ultime elezioni politiche; sotto questo punto di vista risulta di particolare interesse seguirne l’evoluzione e valutarne i risultati.