CON IL PONTE DI GENOVA E’ CROLLATA ANCHE LA NORMALITA’

DI MASSIMO NAVA

Che cos’è la normalità? Nella vita di tutti i giorni, come in politica o in economia, dovrebbe essere un concetto semplice e condiviso: si agisce, si decide, si pensa, secondo logica, secondo regole – che sono frutto di esperienza, storia, dibattiti – già elaborate, modificate o ribadite a seconda appunto dell’esperienza e della storia. Nulla è immutabile, certamente, e il confronto di idee e interessi diversi serve appunto a questo: che nel rispetto di tutti si trovino le soluzioni migliori, soprattutto quando la collettività è chiamata ad affrontare tragedie come quella del ponte di #Genova. Invece, proprio il crollo del viadotto Morandi (ma gli esempi potrebbero essere numerosi e altrettanto drammatici) dimostra proprio il contrario, cioè il crollo della normalità, intesa appunto come regole del buon senso.
La responsabilità della società #Autostrade è un dato oggettivo, condiviso, indiscutibile. Un governo normale e un’opposizione normale farebbero fronte comune con le istituzioni locali e la popolazione per reclamare danni, indennizzi, ricostruzione prima di dividersi anche al proprio interno sul vecchio schema ideologico della nazionalizzazione o dell’annullamento della convenzione. La cacofonia ha per ora danneggiato in borsa la società, gli azionisti, i risparmiatori, facendo bruciare çentinaia di milioni di capitalizzazione che potevano servire per la ricostruzione e gli idennizzi. Cosi stanno perdendo tutti, soprattutto i genovesi.
Passata l’indignazione, il tempo delle grida e della ghigiottina, chi ricostruirà il ponte, con quali soldi, in quanto tempo? La società dei Benetton è in debito con il Paese. Debito morale, finanziario, forse giudiziario.
La cosa peggiore per chi è in credito è uccidere il debitore.