DILETTA, OH MIA DILETTA

 

DI DANIELE GARBO

Cara Diletta, ti scrivo così mi distraggo un po’. Noi non ci conosciamo, o meglio io ti conosco perché ti vedo in tv. Sono un normale telespettatore che ha provato ad abbonarsi a Dazn (mi raccomando, come dici tu, si pronuncia DAZON !) per vedere l’effetto che avrebbe fatto. Un disastro, se posso usare un giro di parole. Ma sinceramente non so se sia colpa vostra o del sistema Italia in cui navigare su Internet è come attraversare Roma quando è in corso uno di quei simpatici acquazzoni tropicali. Sta di fatto che a queste condizioni non ho nessuna intenzione di pagare 9,99 euro al mese, neppure per vedere il Padova.
Avevo il calcio su SKY e mi ritrovo con tre partite in meno, senza la Liga spagnola e senza la serie B. Come diceva il Marchese del Grillo rivolgendosi all’ebanista Aronne Piperno, accusato di essere discendente di quegli ebrei che avevano prodotto i chiodi con cui Gesù Cristo era stato fissato alla croce: posso essere un po’ incazzato ?
Ma in fondo neppure questa è colpa vostra. I responsabili sono quegli scienziati dei nostri dirigenti, proprio quelli che hanno ridotto il calcio italiano nelle condizioni che vediamo. Se il loro progetto è quello di fare scappare la gente dagli stadi per incassare sempre più soldi dai diritti tv, trasformando il calcio in uno spettacolo da salotto, non mi avranno.
Il calcio è tifo, passione, partecipazione, si vive al meglio allo stadio (stadi moderni e comodi, non i nostri, sia chiaro, con qualche rara eccezione) e, se viene ridotto a un prodotto televisivo, è destinato a morire.
Alcuni amici sostengono che Dazn (si dice DAZON !) sia una truffa, l’ennesima a danno degli appassionati. Non voglio crederlo. Altri giurano che Dazn (mi raccomando: DAZON !) e Sky siano la stessa cosa o addirittura che Dazn (sempre DAZON) sarebbe di proprietà della Juventus, attraverso un complicato intreccio di società e personaggi. Ma non credo neppure a questo.
Cara Diletta, non voglio annoiarti oltre, perché hai sicuramente un sacco di cose importanti da fare. Fra qualche giorno non ti vedrò più e me ne farò una ragione. Ti mando un cordiale in bocca al lupo perché credo ne abbiate bisogno. Buon lavoro a te e al tuo Direttore di cui non ricordo il nome…forse Buconi o qualcosa del genere.