BUSSETTI: DISPERSIONE SCOLASTICA? PUNTO SUL VOLONTARIATO DEGLI INSEGNANTI

DI CHIARA FARIGU

Caro ministro Bussetti, poteva dircelo subito che stava registrando una puntata di “Scherzi a parte”. Perché è così, vero? Non si spiegherebbe altrimenti la sua boutade, di cattivo gusto, mi consenta, che per combattere la dispersione scolastica, soprattutto al Sud lei punta su “insegnanti volontari che dovrebbero favorire l’autostima di ragazzi/e che partono da una situazione di difficoltà psicologica/fragilità emotiva, aiutandoli nel recupero delle discipline in cui sono carenti , favorendone così la voglia di tornare sui banchi di scuola”.
Tanto per intenderci, parlava di quegli insegnanti bistrattati, derisi e da qualche tempo oggetto di ‘attenzioni particolari’ da parte di genitori e alunni che vomitano su di loro ogni nefandezza sociale? Alludeva, così per dire, a quella categoria di lavoratori, ultima ruota del carro della PA in quanto a remunerazione e considerazione sociale tenuta in cattedra fino a 67 anni? Si riferiva a quei maestri e prof che difficilmente entrano in ruolo non prima che i capelli “un po’ d’ argento li colora”, dopo una gavetta su e giù per la penisola per anni, a volte, decenni? Quei lavoratori, sempre per capire, che hanno aspettato oltre 8 anni il rinnovo del contratto per poi ritrovarsi pochi spiccioli in più sullo stipendio già magro di suo?
Beh, caro ministro, se punta su di loro per risolvere una situazione che la scuola si trascina da sempre “efficientando le risorse che ci sono”, cioè pari a zero, ha sbagliato di grosso. Lei non ha bisogno di insegnanti. Tanto meno di insegnanti “volontari”. Lei ha bisogno di maghi, di un esercito di maghi con la bacchetta magica. Ma di quelli bravi, però. 
Il quanto al volontariato, meglio soprassedere.
Non è di volontariato che vogliono sentir parlare gli insegnanti dal #governodelcambiamento.
Si aspettano di vedere smantellata, passo dopo passo la famigerata #buonascuola. Si aspettano di essere considerati i professionisti della conoscenza, quali sono, e di venire retribuiti di conseguenza. Il volontariato è un fatto privato, da svolgere nel tempo libero. L’insegnamento è altro, caro ministro. Dovrebbe saperlo, visto che prima di sedere sullo scranno di viale Trastevere, e prima ancora su quello dell’Ufficio regionale della Lombardia, era un docente. Lo ha già dimenticato?
Se poi, come credo, era su Scherzi a parte, che dire? Ridiamoci su.
La scuola è una cosa seria, ministro, non riduciamola in farsa, più di quanto già non sia.

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