EUROPA SENZA MURI: DA MILANO PARTE UNA RESISTENZA NUOVA

DI MONICA TRIGLIA

Migliaia, 15.000 secondo gli organizzatori, 3.000 secondo la Questura, in una piazza San Babila come non si vedeva da tempo. Sono le persone che si sono ritrovate per partecipare alla manifestazione “Europa senza muri” martedì pomeriggio a Milano. Obiettivi: protestare pacificamente contro il summit tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e il premier ungherese Viktor Orbán che si stava svolgendo nelle stesse ore in Prefettura, a poche centinaia di metri dalla piazza. Dire no al governo Lega-5 Stelle. E ribadire che l’Italia non è Salvini, e l’Europa non è Orbán. «Da Milano parte una resistenza nuova» hanno detto dal palco gli oratori tra gli applausi.

«Spero che vengano in tanti, perché l’incontro Orbán-Salvini a Milano rappresenta un momento importante che dovrebbe preoccuparci tutti: sancisce un’alleanza contro l’Europa» aveva detto il giorno precedente l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino. E in tantissimi davvero sono arrivati, così come moltissime sono state le adesioni. Partiti (Pd, Leu e Possibile), Anpi, Arci, Acli, sindacati, centri sociali, Ong come ActionAid, collettivi studenteschi, associazioni. E anche gruppi di migranti con il cartello “Salvini ministro dell’Inferno”.

Alla manifestazione, organizzata dal gruppo Insieme senza Muri e dai Sentinelli di Milano, ha preso parte Enrico Ioculano, sindaco di Ventimiglia, città simbolo del problema dell’immigrazione. Presente anche l’ex presidente della Camera Laura Boldrini: «Questa piazza non ha paura del futuro e vuole il meglio per le prossime generazioni» ha detto. «Noi non abbiamo paura degli altri, di chi è diverso da noi, anzi questa diversità ci arricchisce».

«Stiamo assistendo a una pericolosa regressione, dove gli sforzi della Marina Militare e delle Ong sono stati cancellati in pochi mesi di scellerato governo» ha detto dal palco l’assessore Majorino. E ha aggiunto: «Salvini usa l’immigrazione come arma di distrazione di massa. Non ci faremo portare nel suo medioevo dei diritti. Milano oggi e nei prossimi mesi sarà il punto di riferimento per indicare un’alternativa importante e per dire no alla rottura dell’Europa».

Dal palco anche la testimonianza di Riccardo Gatti, comandante di una delle navi dell’associazione non governativa spagnola Proactiva Open Arms bloccata a Pozzallo. «Siamo stati chiamati taxi del mare e vicetrafficanti» ha denunciato. «Il governo italiano sta dando altre imbarcazioni alla guardia costiera libica: noi abbiamo visto cosa i libici fanno, come trattano i migranti, come ne calpestano i diritti. E nessuno parla più di quanta gente sta morendo in mare. Vogliono distruggere l’umanità. Oggi però, vedendo questa piazza, io dico che non ce la faranno».