GLI INDIFFERENTI

DI LUCA SOLDI

 

 

Non chiuderà per problemi di sicurezza il centro di accoglienza dei migranti di Vicofaro. O meglio non è questa la “colpa” che inchioda le coscienze alle responsabilità di aver deciso la fine dell’esperienza.

A far chiudere Vicofaro è l’indifferenza.

A far chiudere Vicofaro è l’egoismo.

Sono sorrisi malcelati di quanti in questo lungo anno hanno remato contro queste esperienza che poteva ed era la risposta al niente dell’ufficialità.

A comunicarlo al parroco, don Massimo Biancalani, una lettera della prefettura che a seguito dei controlli dei giorni scorsi dei vigili del fuoco e dell’Asl ha imposto al sacerdote di liberare immediatamente i locali dove vivono, mangiano i migranti 

Sul valore dell’ispezione nessuno può mettere in dubbio i rapporti ma stupisce la celerità, il momento.

Stupiscono di più quanti invece avrebbero dovuto sostenere, aiutare, non certo per impedire i controlli ma piuttosto per offrire soluzioni ed aiuto 

Per aiutare in questa emergenza umanitaria accaduta in terra di Pistoia piuttosto che sul pontile di Catania. 

E don Massimo visibilmente affranto lo ha annunciato con profonda sofferenza ad una sala piena di persone arrivate da tante parti della regione a rinnovare solidarieta e vicinanza ad un anno di distanza da quella funzione religiosa che Forza Nuova voleva attenzionare per giudicare l’ortodossia di questo sacerdote di Pistoia.

Di quella Pistoia che ha vissuto l’esperienza di Vicofaro distante, quasi estranea salvo poche eccezioni 

Ed è questa probabilmente la ferita più lacerante che ha colpito un prete che aveva la “Chiesa in uscita” in vero e proprio ospedale da campo.

Certo approfittare di mancanze una delle tante strutture che fanno del sentimento di umanità suona come una beffa 

È una vittoria dell’egoismo, della prevaricazione dei forti sui deboli.

Vediamo se la notte turberà qualche coscienza.

Vediamo se la notte lascerà nel dolore solo quei ragazzi e don Massimo oppure porterà nuovi consigli e qualche fatto concreto 

Forse per ricordarcelo, per portarlo bene a mente cosa meglio di postare una delle foto scattate in occasione delle proteste a Catania, per nave Diciotti.

Su quella nave forse le condizioni di sicurezza ed igiene erano rispettate, verrebbe da pensare.

Come verrebbe da pensare della stessa sicurezza ed igiene nelle baraccopoli sparse nel nostro Sud che così attentamente vengono dimenticate per lasciar fare i lavori quei campi che tanto servono al nostro Paese