GLORIA, UN AMORE A PERDERE

DI CLAUDIA SABA

È trascorso un anno da quando Gloria non c’è più. Uccisa di botte, per mano di chi diceva di amarla.
Ma che amore può essere, quello di un uomo
che porta la sua donna ogni notte in strada a prostituirsi?
Gloria Pompili, questo il suo nome, veniva da sempre picchiata, umiliata, costretta a fare la “vita”.
Aveva solo 23 anni e due bambini ancora piccoli, da crescere.
È morta a Prossedi, in una calda notte, un anno fa mentre i familiari la riaccompagnavano a casa.
In macchina con loro, anche il più piccolo dei suoi bambini.
Le indagini rivelarono sin da subito, la terribile verità e qualche tempo dopo, scattarono le manette per: Loide Del Prete, cugina di Gloria, Salem Mohamed Saad, compagno della Del Prete e Mohamed Saad Hady marito di Gloria Pompili.
A tutti e tre vennero contestati i reati di favoreggiamento della prostituzione e di maltrattamenti in famiglia con l’aggravante, per la Del Prete e il compagno che attualmente si trovano in carcere, di aver causato la sua morte.
Le indagini stabilirono che quella sera maledetta, Gloria, non fu portata in ospedale per impedirle di dire la verità.
Lei non voleva più farla quella vita, e quella sera che aveva deciso di ribellarsi, era stata picchiata a sangue davanti a suo figlio.
Ai funerali, celebrati da don Ermanno nella chiesa di Frosinone, era presente anche chi sapeva.
La gente, i vicini di casa,
qualche conoscente.
Occhi umidi, falsi, come la loro bocca.
Mentre Don Ermanno
pronunciava per lei poche parole:”Era una ragazza piena di dolcezza, è stata lapidata, come nel Vangelo”.
Quanta amarezza davanti a tanta omertà.
E sdegno, verso una comunità che ha preferito tacere, indifferente, anestetizzata davanti a tanto dolore. Ma quanto poco conta, oggi, l’essere umano?

Fragile,
Davanti al mondo
che correva forte
Come quella notte,
nera come l’abisso.
Fragile,
Davanti al palcoscenico
della vita,
dove nessuno
aveva mai pronunciato
il tuo nome. Gloria.
Fragile
In mezzo all’orda
impazzita,
Spazzata via dal vento,
Senza alcun appello,
Senza neppure una stella.
Chissà se qualche volta hai sorriso, amato, gioito,
tra piccoli borghesi stanchi,
indifferenti.
Adesso da lassù,
urli silenzi,
E dopo tanto clamore,
Sorridi,
Sei dentro l’infinito
Gloria
Claudia Saba