10 KM AL GIORNO PER UN NOVANTANOVENNE INNAMORATO

 

 

 

DI CLAUDIA PEPE

 

C’era una volta…potrebbe iniziare così la storia che sto per raccontare. Lui si chiama Luther Younger e ha la verde età di 99 anni. Ben portati ma siamo comunque al secolo di vita. Luther che è stato un ex marine e reduce della guerra di Corea, si è sposato 55 anni fa con Waverlee a New York. È nata una figlia Lutheta, e si sono amati sempre di quell’amore che non conosce barriere, non conosce limiti. Quell’amore che si rispecchia ogni mattina nel sorriso del tuo compagno, e ogni mattina ri-sposi per baciarlo come fosse sempre un nuovo inizio. Purtroppo come in tutte le belle favole c’è il bene che si scontra con il male e in questa fiaba il male è un tumore cerebrale che viene riscontrato a Waverlee. Ed è cominciato il tunnel del dolore. Visite, consulti, sentenze, cure, TAC, PET, chemio, radioterapia, farmaci biologici. Un traforo che devi percorrere in ginocchio perché il male ti toglie la forza, non riesci a stare in piedi, non sei più quella che rincorreva nei prati pieni di margherita, la tua bimbetta dai boccoli d’oro. Waverlee è stata ricoverata diverse volte in vari ospedale e Luther che non ha la macchina, non si è arreso a non vedere il sorriso della moglie e tenerle la mano nei momenti di dolore. E non si arrenderà mai al suo amore, alla donna che lo ha partorito un’altra volta, alla donna che lo ha amato quando nelle loro finestre entrava il sole o si abbatteva una tempesta di pioggia. Così ogni mattina Luther, percorre 10 km al giorno per non vivere senza quella testolina ammalata da accarezzare. Non vuole prendere nemmeno l’autobus perché perderebbe tempo nell’attesa. E lui non ha tempo da perdere. E loro non hanno tempo. Hanno capito una cosa molto importante: “Due cose ci salvano nella vita: amare e ridere. Se ne avete una va bene. Se le avete tutte e due siete invincibili” afferma lo scrittore indiano Tarun Tejpal a proposito dell’amore. E l’amore è davvero una forza e una energia (a volte misurata, quasi sempre istintiva e irrazionale) che riesce a dare un senso profondo alla nostra vita. Sull’amore (in sanscrito “a-more”, ciò che non muore) sono stati scritti libri, trattati, enciclopedie (il primo in assoluto fu il Simposio di Platone). cit. Ma a volte i pensieri si possono esprimere in una pagina, in una frase, in una parola, in un gesto, in 10 km, nel passo veloce per sentire il profumo di chi ha passato la vita con te. L’amore non ha bisogno di essere scritto, affermato asserito. L’amore non si sbandiera, si ostenta, si sfoggia. L’amore non ha bisogno di celebrazioni, di anniversari, di fidanzamenti, di matrimoni. L’amore è quella cosa che tu sei da una parte, lui dall’altra e gli sconosciuti si accorgono che vi amate. L’amore fa superare tutto, il dolore, gli ostacoli, le gabbie che ti costruiscono apposta per nasconderti la luce, L’amore trasforma. E’ bellezza, profumato come la pioggia di una primavera che vi coglie in lenzuola profumate di mughetto e di dolcezza.
Intanto Lutheta, la figlia della coppia, ha organizzato una raccolta fondi per finanziare le spese mediche di Waverlee e consentire a Luther di raggiungere più facilmente la moglie. Finora, la campagna di Lutheta ha raccolto una cifra superiore ai 45mila euro.
Ma noi auguriamo loro che la morte (o la vita?) non spenga queste mani. Perché l’uno senza l’altro si sederebbero su una sedia a dondolo e si addormenterebbero nel sonno fatale. Perché i loro occhi che insieme vedono l’arcobaleno anche da un letto d’ospedale, non si potranno più nascondere in un letto di mughetti. E come in una novella si potrebbe dire solo: “Voi non avete paura della morte, avete paura di perdere l’amore” Grazie di esistere e di insegnarmi a vivere