ITALIA IN SVENDITA

DI LEONARDO MASELLA

Dopo la tragedia annuciata del Ponte Morandi di Genova si è tornati a parlare della questione privatizzazione.
Ma pochi hanno ricordato che per esempio fu Romano Prodi nel 1995 a privatizzare l’ex-Italsider di Taranto cioè a svendere al padrone privato Riva l’attuale Ilva. Pochi hanno ricordato che fu il centro-sinistra nei primi anni novanta, subito dopo lo scioglimento del Pci e la nascita del Pds e in concomitanza con Mani Pulite e la distruzione della Prima Repubblica, a privatizzare l’Italia, cioè a svendere tutta l’Industria statale a padroni privati, di cui buona parte stranieri (Usa, Gb, Francia e Germania), stracciando lo spirito e la lettera della Costituzione (articoli 42 e 43). Nessuno ricorda che fu Romano Prodi a vantarsi di essere lui ad aver fatto il record delle privatizzazioni. Nessuno ricorda che se oggi lo Stato italiano non ha nessuna capacità di orientare l’economia e programmare la ripresa produttiva è anche per quelle privatizzazioni del centro-sinistra. Nessuno ricorda che il Pds e il centro-sinistra ci hanno rotto le scatole per 20 anni con le privatizzazioni, facendone una icona ideologica ed una continua prassi politica.

Di seguito pubblico un elenco, non so se completo, di privatizzazioni/svendite che i governi di centro-sinistra hanno effettuato nel tempo.

Nell’anno 1992/93 (Governo Amato, poi Ciampi)

* CIRIO-BERTOLLI-DE RICA (IRI-SME) – quota ceduta 62% per 310 miliardi a FISVI poi Unilever e Cragnotti

* CREDITO ITALIANO (IRI) – 15.800 dipendenti – quota ceduta 55% per 1801 miliardi – l’80% a piccoli azionisti, controllo Mediobanca ed altri.

* SIV (vetro EFIM) – 3.800 dipendenti – quota ceduta 100% per 210 miliardi all’inglese Pilkington

* NUOVIO PIGNONE (ENI) – 5100 dipendenti – quota ceduta 70% per 713 miliardi a GENERAL Electric (USA) – (ulteriore 9% ceduto a G.E. nel 1997)

* ITALGEL (IRI-SME) – 1.600 dipendenti – quota ceduta 62% per 431 miliardi a Nestlè

Nel 1994 (Governo Ciampi, poi Berlusconi)

* BANCA COMMERCIALE ITALIANA (IRI) – 18.000 dipendenti quota ceduta 51% per 2891 miliardi – piccoli azionisti 85%, controllo a Mediobanca, Generali, Paribas, Commerzbank

* INA (Min. Tesoro) – 4.600 dipendenti – ceduta prima tranche 47% per 4.530 miliardi – controllo a banche (San Paolo, Cariplo)

* ACCIAI SPECIALI TERNI (IRI) – 24.300 dipendenti – quota ceduta 100% per 600 miliardi a KAI (Krupp, Falk, etc.)

* SME (IRI) 18.900 dipendenti – ceduta prima tranche 32% per 723 miliardi a Luxottica/Benetton

* IMI (Min. Tesoro) – 900 dipendenti – ceduta prima tranche 33% per 2.180 miliardi – controllo a banche (San Paolo, Cariplo, Montepaschi)

Nel 1995 (Governo Dini)

* ILVA LAMINATI PIANI – 18.000 dipendenti – quota ceduta 100% per 1.929 miliardi a Gruppo Riva

* IMI (Min Tesoro) – ceduta seconda trance 19% per 1.200 miliardi

* SME (IRI) – ceduta seconda tranche 15% per 341 miliardi a Luxottica/Benetton

* ENI (Min. Tesoro) – 95.000 dipendenti – ceduta prima tranche 15% per 6.229 miliardi ad azionariato diffuso

* ISE (IRI settore energia) – 150 dipendenti – quota ceduta 74% per 370 miliardi a Edison-EDF (Francia)

* ENICHEM-AUGUSTA (ENI) – 1.100 dipendenti – quota ceduta 70% per 336 miliardi a cessionari non noti.

* INA (Ministero Tesoro) – ceduta seconda tranche 18,4% per 1.887 miliardi a banche

* ITALTEL (IRI-STET) – 15.000 dipendenti – quota ceduta 50% per 50% per 1.000 miliardi a Siemens (Germania)

Nel 1996 (Governo Dini, poi Prodi)

* ITALIMPIANTI (IRI) – 1.200 dipendenti – quota ceduta 100% per 42 miliardi a cessionari non noti

* NUOVA TIRRENIA (CONSAP navigazione) – 900 dipendenti – quota ceduta 91% per 548 miliardi

* SME (IRI) – ceduta terza ed ultima tranche 15,2% per 121 miliardi

* INA (Min. Tesoro) – ceduta terza tranche 312% per 3.260 miliardi

* MAC – quota ceduta 50% per 247 miliardi a GEC-Marconi (GB)

* IMI (Min. Tesoro) – ceduta terza tranche 5,9% per 501 miliardi

* MONTEFIBRE – quota ceduta 65% per 183 miliardi

* ENI (Min. Tesoro) – quota ceduta seconda tranche 15,8% per 8.872 miliardi azionariato diffuso

* ALFA ROMEO AVIO (IRI-FINMECCANICA) – quota ceduta 75% per 200 miliardi a Fiat

* DALMINE (IRI) – 4.700 dipendenti – quota ceduta 84% per 301 miliardi a Technit/Rocca

Nel 1997 (Governo Prodi)

* TELECOM (Min. Tesoro) – quota ceduta 92,5% per circa 26.000 miliardi ad azionariato diffuso – controllo a nucleo stabile (7,5% azioni) costituito da banche, FIAT/IFIL, soci stranieri

* FINCANTIERI (IRI) – ceduto 100% NEW SULZER AG per 151 miliardi a società finlandese

* SEAT (IRI) – ceduto 44,7% per 1.600 miliardi a Comit, De Agostini, etc.

* Banco di Napoli (Min Tesoro) 60% per 62 miliardi

* ENI (Min Tesoro) – ceduta terza tranche 17,6% per 132.309 miliardi ad azionariato diffuso

Nel 1998 primo semestre (Governo Prodi)

* ITALIA NAVIGAZIONE (IRI-Finmare) – quota ceduta 100% per 150 miliardi ad armatori privati italiani (D’Amico)

* AEM (Comune di Milano) – quota ceduta 49% per 1.400 miliardi ad azionariato diffuso

* ALITALIA (IRI) – cessione controllo alla olandese KLM (attraverso scambio azioni o cosiddetta “joint venture”)

* ELSAG-BAILEY (IRI-Finmeccanica) – quota ceduta 100% per cifra non nota ad acquirenti stranieri

* LLOYD TRIESTINO (IRI-Finmare) – quota ceduta 100% per cifra non nota a gruppo Evergreen (Taiwan)

* Banca Nazionale del Lavoro (Min Tesoro) – quota ceduta 67,8% per 6.707 miliardi ad acquirenti non noti

* ENI (Min Tesoro) – ceduta quarta tranche 14,2% per 13.000 miliardi ad azionariato diffuso (con la quarta tranche ENI risulta privatizzato al 62% con 41.000 miliardi di incasso totale)

Successivamente sono state eseguite altre importanti operazioni di privatizzazione, fra cui quella della società AUTOSTRADE (IRI), conclusa nel 1999.