UN ESEMPIO DELLA ‘VITA STRANA’ DI CUBA

DI FABIO BENETTI

Lasciando perdere per un attimo, sospendendolo, il nostro eventuale pregiudizio riguardo alla politica socialista di Cuba, potremmo osservare in essa esempi di come la volontà dello Stato di fare gli interessi della gente sia possibile, e pensare a quanto sia particolare quel paese, diverso da noi, che c’imbattiamo comunemente in problematiche dove ad averla vinta non sono gli interessi della gente, bensì gli interessi dei ricchi.

Mio cugino è stato a Cuba, e mi ha detto che lì la gente è povera, ma che ci vive bene, perché ha una mentalità differente da noi, che siamo figli di uno dei capitalismi più evidenti al mondo.

Cuba è stata riconosciuta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Agricoltura e l’Alimentazione (FAO), come uno dei paesi più progrediti del mondo in quanto a tecnologie di sfruttamento ecosostenibile della terra e di produzione alimentare, a dispetto della sua povertà.

Il Paese collabora fin dal 1963 con il Programma Alimentare Mondiale (PAM), che contribuisce al miglioramento dello stato nutrizionale della popolazione più vulnerabile nella regione orientale, da cui traggono beneficio più di 631.000 persone.

Il rapporto dell’UNICEF, “Progresso per l’infanzia, un bilancio sulla nutrizione”, evidenzia come il 28% dei bambini denutriti si trovi in Africa, il17% in Medio Oriente, il 15% in Asia, il 7% in America Latina e il 5% in Europa Centrale. Particolare attenzione viene posta al sudamerica ed in particolare a Cuba che, secondo gli studi, è attualmente “l’unico paese del continente ad aver eliminato il problema della denutrizione infantile. Un risultato raggiunto grazie ad un enorme sforzo collettivo del governo e degli abitanti dell’isola caraibica”.

Gli analisti dell’Onu hanno riscontrato l’importanza della “distribuzione di generi alimentari fra tutti coloro che hanno figli a carico, così come di piani educativi che si concentrano sull’alimentazione infantile attraverso l’allattamento, come punti principali della politica vincente di alimentazione infantile sviluppata da Cuba”.

Inoltre la legge cubana impone che la madre allatti il neonato fino al quarto mese di vita senza eccezioni. Tutti i bambini da zero a sette anni, inoltre, ricevono gratuitamente un litro di latte al giorno in tutta l’isola.

A ciò si aggiunge la consegna di altri alimenti, quali composte, succhi e pietanze che, secondo le disponibilità economiche del paese, si distribuiscono in modo egualitario alle piccole classi di età dell’infanzia.

Fino ai 13 anni di età si dà priorità alla distribuzione di prodotti complementari come lo yogurt di soia e in situazioni di calamità naturale si proteggono i piccoli mediante la consegna gratuita di alimenti di prima necessità.

I bambini che frequentano i Circoli Infantili, ovvero gli asili nido o scuole elementari ricevono, inoltre, alimenti con componenti dietetici lattei e proteinici e tutto questo a dispetto delle difficili condizioni economiche presenti.

In più, il consumo sociale include la merenda scolastica che si distribuisce gratuitamente a 100.000 studenti ed operatori dell’istruzione.
In questo elenco sono contemplate le donne incinte, le madri che allattano, gli anziani e i disabili, il supplemento alimentare per piccoli sotto peso e sotto altezza.

Fra i vari pregi del paese cubano, quali per esempio una notevole diffusione dell’educazione fisica e l’ottima efficienza del sistema sanitario, possiamo infine annoverare il fatto che nessuno dei 200 milioni di bambini con meno di 5 anni che oggi vivono sottopeso nel mondo sia cubano.