IL ROGO DELLO STATO, LA TRAGEDIA CHE SI CONSUMA IN SUDAMERICA

DI FRANCESCA CAPELLI

Che cos’hanno in comune il rogo del Museo nazionale di Rio de Janeiro e la decisione del governo argentino di eliminare il vaccino contro la meningite dal calendario vaccinale? Questi due eventi sono gli effetti di una regia precisa: rimpicciolire lo stato, fino a farlo coincidere con il mercato, ridurlo a ragioniere ossessionato da un solo obiettivo: deficit zero.
Ora, si potrebbe obiettare che qualcuno, dall’altra parte dell’oceano, ha avuto la brillante idea di inserire il pareggio di bilancio in Costituzione, ma sarebbe solo l’ennesima conferma di questa febbre da conti in ordine, che dovrebbe semmai preoccupare le aziende, più che lo stato, il cui scopo è ridistribuire e non accumulare, puntare alla giustizia sociale e non al lucro.
Aggiungiamo un tassello alla metafora. Tutto questo accade nel decimo anniversario della crisi di Lehman Brothers, la banca americana che, con i suoi mutui subprime, provocò 5 anni di recessione in tutta Europa. Meno stato, più mercato, anche quando il mercato commette peccatucci da nulla, tipo finanziare l’acquisto di baracche e poi, quando il credito diventa inesigibile, trasformarlo in un titolo finanziario, impacchettarlo con la carta dorata e un fiocco, rivenderlo. E mo’ sono cavoli vostri.
“Brucia nella notte” il museo di Rio, come il verso di un tormentone estivo dei primi anni ’80 e il mondo eurocentrico scopre che anche in America Latina esistono i musei (i brasiliani sono particolarmente bravi negli allestimenti, non per nulla Oscar Niemeyer era di qui), le pinacoteche, le avanguardie. Uno dei primi atti del governo di Michel Temer, dopo il golpe del 2016 che ha rovesciato la presidente Dilma Roussef, fu abolire il ministero della Cultura. E quegli idranti che avrebbero dovuto essere usati per estinguere le fiamme, da 3 anni sono impiegati dalla polizia per reprimere le proteste, mentre il budget del museo si rimpiccioliva ogni anno di più.
L’Argentina mette mano alla sanità pubblica, finora basata su un sistema universalistico di assistenza di qualità piuttosto buona. Nega i vaccini ai bambini, abolisce il ministero della Sanità, insieme con quelli del Lavoro e della Scienza e tecnologia, degradandoli a segreterie annesse ad altri ministeri. Cancella le conquiste sudamericane – fragili, ora lo capiamo – dei primi dieci anni del 21° secolo, con la facilità con cui si preme un interruttore per spegnere la luce. Clic. Buonanotte.