ARMADIETTI E GREMBIULINI. LA SCUOLA “ALLEGRA” DI BUSSETTI

 

 

 

 

 

DI CLAUDIA PEPE

 

 

Marco Bussetti area indipendente della Lega, è il nostro Ministro dell’Istruzione. L’ex provveditore agli studi di Milano ha dichiarato le sue intenzioni nel mondo della scuola. Ha parlato di vaccini, alternanza scuola /lavoro, ma anche di armadietti, pochi compiti a casa, zaino più leggero e poi… divise per ragazzi. Sì, avremo le divise come nelle scuole fasciste. Penso nero per i ragazzi e bianco per le ragazze. Oppure blu per i maschietti e rosa per le fanciulle. Ma che bello! Invece di andare avanti, noi andiamo indietro. Tanto si sa che son le divise a far intelligenti le persone, son le divise che fanno di uno studente un cittadino, si sa che le divise elimineranno il bullismo, la dispersione scolastica, il rapporto conflittuale con i genitori, programmi obsoleti, sussidiari che riportano ancora il famoso tunnel dei neutrini opera omnia della Gelmini. Saranno le divise, a seconda dei colori, ad eliminare i test INVALSI, i progetti che non consentono la didattica. Saranno le divise e gli armadietti a rivoluzionare la Scuola, il precariato, i DM, le graduatorie ancora piene di anime che non trovano conforto, i trasferimenti da una parte dell’Italia e lo spazio. Armadietti, divise e più sport a Scuola cambieranno la nostra Scuola. Ma dove sono andate a finire tutte le promesse elettorali? Diceva Pittoni (Lega) in un’intervista: “Concorsi su base regionale, che avranno principalmente il compito di prevenire disastri come quello dell’altro anno, quando 250 mila insegnanti – quasi un terzo dell’intero corpo docente – si sono spostati sul territorio, mettendo in difficoltà 2 milioni e mezzo di studenti (meno continuità didattica si traduce in più fallimenti scolastici)”. Mi spiace deluderla ma siamo all’inizio dell’anno e mancano insegnanti e cattedre in tutta Italia, gli insegnanti di sostegno non ci sono e nemmeno la continuità didattica. Ci fanno volare da una Scuola all’altra. Come fossimo oggetti da collocare, senza idee, sentimenti e affetti. Volevano abolire la Legge 107, sapendo benissimo che non si poteva abolire del tutto ma dirottarla in maniera diversa. Volevano abolire i Test INVALSI, test sparati a caso con tanto di cronometro per valutare ragazzi. Un’ attività già difficile, ma che solo i loro insegnanti possono fare. E lo possono fare perché li guardano e li conoscono in un triennio, e solo loro, possono dare una valutazione oggettiva. Ai ragazzi servono insegnanti con cui poter parlare, a cui rispondere, a cui proporre, esporre e prospettare. Ho visto ragazzi non brillanti che hanno messo a caso le crocette su questi test e ottenere un risultato ottimo, mentre ragazzi preparatissimi essere penalizzati. Ma il nostro Ministro Bussetti cosa pensa? “Vorrei che si fossero in tutte le scuole gli armadietti. Si tratta del posto a cui affidare le tue cose. Alleggerisce lo zaino e ti fa sentire a casa. Serve a rendere la scuola un ambiente più vivo, colorato e dinamico. Puoi lasciare il libro e mettere le scarpe da ginnastica, recuperare i tuoi appunti e dedicarti alla lezione successiva. E sui jeans strappati? Personalmente sono per il grembiule fino alle anche alle superiori per alunni e bidelli”
Grande Ministro, Lei ha le idee chiare sulla resurrezione della Scuola italiana. Armadietti e divise. Se le viene in mente, prima di pensare agli arredi adeguati e alle tendine in tema, alla sicurezza nelle scuole, ad adeguare il nostro stipendio con i colleghi europei, noi insegnanti Le saremo grati. Abbiamo classi di 25 alunni con disabili e senza sostegno, vorremmo avere il materiale necessario per svolgere il nostro compito: carta igienica, un po’ di materiale (penne, gomme, matite) forse è troppo? E in certe parti d’Italia, penso all’Abruzzo, non vogliono le divise ma proprio la scuola: proprio l’edificio, i banchi, le sedie per i bambini, la sedia. Sig. Ministro noi non vogliamo né grembiuli, né armadietti. Vogliamo innanzitutto l’essenziale per insegnare e poi, le promesse che ci avevate garantito. Ma soprattutto vogliamo un Ministro, un Ministro non uno stilista.