CHI È DAVID PUENTE E PERCHE’ È SOTTO ATTACCO

DI ALBERTO EVANGELISTI

Ultimamente si è molto sentito parlare di lui per via di alcune notizie false diffuse nei suoi confronti e delle minacce che ha subito. Ma chi è David Puente e perché si trova sotto un pesante attacco mediatico on line?

Nato in Venezuela, da madre italiana e padre peruviano, in Italia dal 1990, una lunga esperienza nel settore informatico, incentrata in modo particolare nella realizzazione e gestione di siti e blog, Puente ha lavorato per la Casaleggio Associati e gestito la comunicazione on line dell’allora Ministro Di Pietro e de L’Italia dei valori. Successivamente si è occupato della creazione e gestione del nuovo sito di Voglioscendere.it (noto Blog gestito da Marco Travaglio, Peter Gomez e Pino Corrias), poi diventato Cadoinpiedi.it, e del nuovo sito della casa editrice Chiarelettere.

Dopo una serie di esperienze legate al mondo politico, fra cui l’organizzazione dell’evento del Movimento, “Woodstock 5 Stelle” a Cesena, ha deciso di lasciare la società di Gianroberto Casaleggio per dedicarsi alla consulenza da libero professionista.

Negli anni il suo sito è diventato uno dei punti di riferimento del debunkering, ossia della ricerca dell’autenticità e veridicità delle notizie per smascherare le bufale.

Ora, se ancora non avete chiaro l’impatto che il fenomeno, tutt’altro che spontaneo e disorganizzato, delle fake news nell’orientamento dell’opinione pubblica, consiglio personalmente di approfondire la questione che ha spunti realmente interessanti.

Ad ogni modo, David Puente si è dimostrato particolarmente bravo nel rivelare la falsità di numerose bufale diventate virali on line, specialmente nel mondo dei social network. Dal suo blog sono state smascherate le bufale sul presunto video che svelerebbe la falsità dei naufragi in mediterraneo, sul video bufala di Putin che parla delle ONG e dell’immigrazione sulle coste italiane, sulla falsa citazione di Giobbe Covatta sugli immigrati: “Quando vedo sbarcare questi con ‘sti fisici… ” (a chi non è capitato di vederla postata da qualche contatto e aver tentato, generalmente invano, di spiegargli che si trattava di un fake?) o ancora quella di “Cristina Macchi assalita da un clandestino e ridotta in fin di vita”  e molte altre vere e proprie “perle” che ci è capitato di vedere condivise da questo o da quel profilo.

Ultimamente David Puente si è occupato di un paio di casi venuti particolarmente alla ribalta. Il primo è quello di Tommaso Ciarponi: presunto sostenitore del PD che avrebbe postato, nell’immediatezza del crollo del ponte di Genova, una frase particolarmente deprecabile.

Un caso da manuale, un profilo con immagine il simbolo del PD che, sull’onda emotiva di una tragedia nazionale, specula augurandosi la morte di Di Maio e Salvini. Condivisioni alle stelle ed indignazione come se piovesse. Peccato che, proprio grazie al lavoro di Puente, abbiamo scoperto che Tommaso Ciarpami è un profilo fittizio, aperto a metà aprile 2018 e che inizialmente postasse materiale apertamente pro-Salvini. Purtroppo, però con le fake news la smentita non ha mai lo stesso effetto della notizia iniziale.

Altro caso venuto alla cronaca grazie a David Puente è quello del profilo di Lara Pedroni, da cui sono partiti numerosi attacchi a base di fake news contro Matteo Renzi, Laura Boldrini Cécile Kyenge e Roberto Saviano: presente quelle foto postate in cui venivano attribuite a questi personaggi frasi deliranti su come preferissero i fratelli africani agli italiani, popolo di viziati sempre pronto a lamentarsi di tutto? (il senso era più o meno sempre questo). Bene, ovviamente erano tutte autentiche bufale doc.

Davi Puente ha individuato nel profilo di questa fantomatica Lara Pedroni la fonte originaria di questi fake. Il tutto fatto ad arte, con la condivisione in gruppi selezionati in cui il messaggio sarebbe stato particolarmente apprezzato e condiviso (fra questi “Amici della Russia e di Putin” o “Salvini premier”). Giusto per dare una idea dell’incidenza che queste notizie false diffuse ad arte possono avere, si pensi che durante la campagna elettorale per il referendum costituzionale, la notizia più rilanciata in assoluto e 5 delle prime dieci, erano bufale.

Come detto David Puente è bravo nel proprio lavoro anche se, per sua stessa ammissione, basterebbe forse un po’ di giornalismo fatto bene per limitare notevolmente la portata di questi fake.

L’essere bravo però ha portato anche molti problemi: all’inizio si è trattato di offese da parte di persone che lo accusavano di essere al soldo di questa o di quella organizzazione che voleva impedire il cambiamento. In effetti basta andare sul blog per trovare commenti come “SEI UNA VERGOGNA. MEZZO UOMO INFAME, IGNORANTE E VENDUTO. CHE BLOG DI MERDA!!!!” (ovviamente da profilo anonimo) ma, a questi, definiti “leoni da tastiera”, Puente si era abituato e dava poco peso.

Ultimamente il livello della avversione on line è salito notevolmente, passando di netto dall’offesa alla minaccia aperta. In una intervista riportata su Leggo, Puente stesso dice: “da dicembre qualcosa è cambiato: ne ho ricevute parecchie da svariati account. Usavano la stessa metodologia. Prima commentavano in maniera minacciosa, poi cancellavano tutto aggiungendo in quello successivo “ricordati cosa ti ho scritto”. Questa cosa ripetitiva mi ha insospettito e ho cercato di capire chi fossero queste persone. Ho notato che parlavano pubblicamente con una persona in particolare che già ce l’aveva con me e chiedevano addirittura il mio indirizzo di casa. E questa persona lo forniva tranquillamente».

Lo stesso Puente è stato vittima di una fake news fatta ad arte per denigrarne l’immagine: una finta pagine Ansa in cui appariva la notizia di un suo arresto per pedofilia, ovviamente mai avvenuto, ma sufficiente per far diventare la notizia virale. In effetti deve aver avuto un qualcosa di liberatorio per i molti postatori di bufale poter rilanciare la notizia e poter dire al mondo “visto chi è in realtà questo Puente, che fa la morale su quello che diffondiamo in rete?”.

Dal canto suo, Puente assicura di proseguire il proprio impegno per smascherare le tante fake news che vengono diffuse on line: dall’inizio del 2018 ha anche deciso che il blog non avrà più banner pubblicitari e sarà sostenuto esclusivamente dalle donazioni degli utenti. Ha sporto denuncia, per il momento contro anonimi, per le minacce ricevute, in attesa che gli aggressori facciano qualche passo falso e si facciano individuare. Rilancia inoltre con una nuova sfida: David Puente farà parte della redazione della nuova testata di Enrico Mentana.

Le fake news sono un problema che sta diventando di primaria importanza, i cui effetti ormai travalicano i confini di internet e nella cui ottica la rete si divide in due: chi le produce e chi ne è vittima. Poi c’è la terza categoria: coloro che fanno il possibile per limitarne la diffusione. Sta a ciascuno di noi, inquilini ormai perenni di dei social e del mondo informatico, decidere a quale gruppo iscriversi.