CIRO, L’ALTRO VOLTO DI SCAMPIA

DI CLAUDIA PEPE

C’era una volta un bambino che si chiamava Ciro. Ciro è di Scampia, e quando si parla di Scampia tutto e tutti pensiamo ad un quartiere dedito alla malavita, allo spaccio, alla delinquenza. Ma in tutto ciò esiste un bambino, e secondo me tante altre persone per bene. A Scampia c’è un bambino dicevo, che si chiama Ciro. Ciro che ha 12 anni ed è orfano di papà. Lui, ultimo di sei fratelli, che guarda la sua casa con i muri scrostati, l’umidità che copre gli intonaci, la tavola sempre apparecchiata perché “Che vale apparecchiarla due volte, quando non c’è niente da mangiare? “I soldi per la sua famiglia sono da conquistare ogni giorno onestamente. Mai in modo disonesto e illegale. Bisogna mangiare, c’è da vivere, pagare l’affitto, le bollette, il telefono, una pasta a pranzo e a cena. C’è da vivere, e Ciro ha solo 12 anni. Ha lasciato la Scuola per aiutare la famiglia, seguendo sempre i consigli e le verità dei genitori, che pur poveri hanno sempre avuto valori forti, per loro e i loro sei figli. Non rubare, onora tuo padre e tua madre, non uccidere. E lui li ha seguiti questi consigli e per aiutare la sua famiglia scappando dalla malvivenza e dalla camorra. Allora ha incominciato ad aiutare la zia a vendere pomodori. Da bravo ragazzino si è messo in un posticino dove lui si sente bene, accosta l’ombrellone perché il caldo è tanto, e aspetta che qualcuno si fermi per vendere una cassa o dei chili di pomodori. “Guagliò a quanto me li metti sta pommarola”. E Ciro, risponde sempre in modo gentile e cortese. Anche la mia famiglia è meridionale, ma per noi nostro padre è stato un faro. Un faro del dovere, del comportamento, del chinare la testa prima di aver ascoltato. Un faro nei problemi, mio padre ha risolto tutti i nostri problemi in silenzio e dignità. Sempre. Ma Ciro il papà non l’aveva, ha dovuto diventare uomo senza che nessuno gli fosse accanto. I suoi amici li ha sempre visti da lontano: mentre andavano al mare, mentre giocavano a pallone, a bombe d’acqua. Li vedeva, ma sceglieva di stare sotto quell’ombrellone a vendere pomodori per poter portare qualche euro a casa. Ciro, mentre se ne stava riaccucciato nell’ombra di un ombrellone troppo piccolo per quel sole del Sud che ammanta il corpo, è stato fotografato da suo cugino Francesco che ha postato la foto su Facebook. In un attimo è diventato famoso. “L’altro volto di Scampia” l’hanno chiamato. Ma a Scampia ci sono delle persone meravigliose, a partire dagli insegnanti che devono combattere con la mafia che vuole i ragazzini per farli spacciare, le ragazzine per farle prostituire, le varie associazioni che cercano di aiutare le famiglie, le assistenti sociali che si occupano di bambini abbandonati o lasciati nei cassonetti. Ciro non vuole diventare quello che suo padre gli ha detto di non divenire, lui vuole diventare un uomo con una coscienza, una dignità un cuore puro e autentico. Ciro raffigura il passato e il futuro nei suoi occhi neri coperti da un ombrellone troppo piccolo. E Ciro ha capito che a Scampia non è facile vivere, e lui deve salvarsi. E deve salvare la sua famiglia “perché così il cuore gli detta” Qui le famiglie che non se la passano bene, come quelle di Ciro sono tante, alcune non hanno nemmeno il piatto da mettere in tavola. Ma per fortuna non tutti finiscono nella criminalità. “È che di noi parlano solo quando accadono fatti brutti di cronaca”. Così parla la sorella di Ciro. Lo Stato non dedica più le sue attenzioni alla povertà con lo scopo primario e fondamentale di tenere in buone condizioni i poveri, ma con quello di sorvegliarli e di evitare che facciano danni o che creino problemi, controllandoli, osservandoli e disciplinandoli. E come dice Don Lorenzo Milani che sorprende sempre nella sua modernità: “Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora io reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri.” E, come sempre io sono dalla parte di chi, a 12 anni, sta sotto un ombrellone a vendere pomodori guardando il mare all’orizzonte.