LEONE D’ORO A CUARON E AGLI AUTORI. MA A VENEZIA VINCE ANCHE NETFLIX

DI LUCA MARTINI

Venezia 75 premia il film più bello, senza sorprese: mette il Leone d’oro nelle mani di Alfonso Cuarón, che in ROMA rivisita il genere (perché tutto il cinema è di genere) del neorealismo, un neorealismo non italiano ma globale, puro e immaginifico che gli permette di carpire in un’infanzia messicana degli anni Settanta il cuore segreto del nostro futuro prossimo. Applauditelo, e segnatevi che è anche il primo film targato Netflix a vincere in Laguna. Intanto vi elenchiamo gli altri vincitori. Tutti all’insegna del cinema d’autore.

Fanno infatti da corona a Cuarón un Leone d’argento-Gran premio della giuria ritirato per The Favorite dal greco Yorgos Lanthimos e il Leone d’argento per la regia di Jacques Audiard per The Sisters Brothers (il francese ringrazia freddo con un video registrato). Ma il cinema di firma è premiato anche con Joel & Ethan Coen: da veterani, si portano via il Leone per il film meglio scritto con The Ballad of Buster Scruggs (e il premio viene preso in consegna da Tim Blake Nelson, l’attore che interpreta Buster).

Willem Dafoe, il Van Gogh di Schnabel ruba la Coppa Volpi maschile ai pistoleri di Audiard, ed è quasi commosso. Olivia Colman per The Favorite scippa la coppa Volpi al femminile alle sue damigelle d’onore, Rachel Weisz e Emma Stone.
Last but not least, il premio speciale della giuria: Guillermo Del Toro incorona The Nightingale di Jennifer Kent, che è stata l’unica regista donna in concorso, ma era molto combattiva e in profumo di #metoo. E Suspiria? Niente, meglio così.