“CORREVA PER PAURA DEI 3 EURO DI PENALE” MAURIZIO, PONY EXPRESS MUORE A 29 ANNI

DI CLAUDIA SABA

Maurizio Cammillini, aveva trovato lavoro
dopo anni di colloqui e porte sbattute in faccia.
E poi il miracolo, una porta che si apre e finalmente viene assunto.
Come Pony express.
In prova e in nero.
Ma va bene così.
In fondo trovare lavoro è un’impresa al giorno d’oggi e lui è stato persino fortunato a trovarne uno.
Non può certo lamentarsi proprio adesso!
E così inizia quella prova ma due giorni dopo,
nel fare una consegna, perde il controllo dello scooter e va’ a schiantarsi contro un palo in via di Pietrasantina, a Pisa.
La consegna era di due panini a domicilio.
Due panini!
Maurizio Cammillini, 29 anni, è morto così, sul lavoro, nel 2018, per venti euro di paga
a turno, mentre consegnava due panini!
Una vita umana, la dignità di una persona sul luogo di lavoro, valgono quanto due panini!
Ma perché correva Maurizio?
Il giorno prima il datore di lavoro, gli aveva scalati tre euro come penale per aver tardato alcune consegne.
E così dopo quella che in ogni caso riteneva un’ingiustizia e
temendo di non essere più riconfermato, si era imposto di viaggiare il più velocemente possibile.
Spinto a correre con lo scooter per non perdere tre euro dal suo schifoso salario da fame.
Un vero e proprio schiavismo che a memoria, pur tornando indietro nel tempo, non si verificava più dagli anni ‘70.
Dalle lotte sindacali che avevano restituito in parte, dignità ai lavoratori.
Oggi, nessuno fa’ più caso a queste schiavitù a cui ci sta portando il consumismo,
il lassismo verso piaghe che invece andrebbero affrontate e risolte.
Non è possibile accettare che si muoia così.
Non è comprensibile che il lavoro porti a compromessi tanto sfavorevoli per alcuni e vantaggiosi oltre misura per altri.
Non è ammissibile che nessun governo si faccia carico e si ritenga responsabile, di essere arrivati a questo punto.
Siamo finiti tra le mani di gente che non da’ più alcun valore all’essere umano.
L’Europa?
I poteri forti?
Politici che sanno solo riempirsi le tasche e dove l’ultimo arrivato, riesce solo a scaricare colpe su “quelli che c’erano prima?”.
Non è giustificabile che un giovane come Maurizio, debba pagare con la vita, un sistema che dilaga a vista d’occhio e che porterà lo schiavismo ad assumere proporzioni sempre maggiori.
Il lavoro è un problema sociale che va affrontato con responsabilità dal
Governo di turno senza scaricarlo su quello precedente.
Io mi aspetto questo da un governo degno di tale nome e me lo aspetto il più velocemente possibile senza nicchiare o prorogare le vere priorità che ha questo paese.
Sulla vicenda di Maurizio ora indaga anche l’ispettorato del lavoro per capire quali siano le coperture assicurative del pub e dello scooter, di proprietà del datore di lavoro.
Dalle prime indagini dell’Inail emerge che il giovane pony express lavorava in nero, e che il
proprietario del locale che aveva assunto Maurizio verrà multato per una cifra che va da 1500 a novemila euro.
Anche i sindacati sono intervenuti nell’ambito dei fattorini e dei pony express.
È infatti proprio qui, in questo settore che emergono impieghi rischiosi, con orari assurdi e mal pagati.
Senza alcuna garanzia di continuità.
Un settore che sfrutta giovani disperati e non solo, disposti a tutto pur di svolgere un lavoro onesto anche a costo di cocenti umiliazioni.
Una penale di tre euro per il ritardo in una consegna, è inammissibile.
Ma dove vogliamo arrivare?
Mi aspetto giustizia senza scuse, per la morte di Maurizio e di tanti giovani come lui.
E che il governo ce le dia proprio tutte queste risposte, che cambi lo stato sociale in favore delle classi più deboli e che lo faccia in fretta.
Tre mesi sono pochi?
Forse, ma le scuse non le accetto più.