LA TERZA MEDIA PUÒ FAR DIVENTARE PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE CULTURA E ISTRUZIONE. ANCHE IO

DI CLAUDIA PEPE

Leggo sull’Espresso che il responsabile scuola della Lega, ha la terza media. Lui è il Presidente della Commissione Istruzione al Senato. Si chiama Mario Pittoni, uomo di fiducia di Matteo Salvini. L’uomo che vorrebbe rivoluzionare la nostra scuola, Mario Pittoni, l’uomo che vuole combattere  i disagi, l’abbandono scolastico, la dispersione. L’uomo che dovrebbe assumere migliaia di precari ancora tesi sul telefono per aspettare una chiamata, per avere un altro anno di lavoro. Lui, l’Onorevole Pittoni abbiamo saputo avere solo la terza media. Questo mi fa piacere, perché vedo con soddisfazione che come diceva Alfieri, quando una persona dice: “Volli, fortissimamente volli”, ce la fa. Se sei iscritto ad un partito. Mai sentito dire che un operaio, un impiegato, un commesso anche con un diploma in mano, se non la laurea, sia diventato con facilità capo d’impresa, manager di Amazon, o direttore ultra spaziale di Zara e connessi. Ma, mai dire mai. Anche io domani potrei diventare Ministro dell’Istruzione. Abbiamo già avuto nell’Istruzione, Ministri con tre anni di superiori, un Ministro della Sanità con il diploma. Ma noi insegnanti siamo più fighi di tutti. Il presidente della commissione Istruzione e cultura ha la terza media e lo dice proprio lui, lo conferma con una voce debole e sussurrante. Dice:” Avevo paura dei social”
Riprendo le parole dell’Espresso “Sa, sono figlio della contestazione globale, erano tempi in cui ci si opponeva. Ho un padre insegnante e un fratello professore, quindi ho sempre respirato scuola e per questo sono preparatissimo. Non mi sono diplomato per ribellione”. Pausa. “Ripeto, preparatissimo. Ma questo non lo scriva che lodarsi non è bello .”Certo ha paura dei social ma quando c’è da condannare il muso nero di turno, tutto bene, quando si vuole chiudere e lasciare in un gommone centinaia di profughi, va tutto bene, quando c’è da avere il manichino della Boldrini e metterlo al rogo, lì i social non fanno paura. Questo colleghi mieiè il nostro Presidente della commissione cultura. La cultura è il fulcro di un Paese, è l’anima della gente, è la forza di combattere. Il sapere, la scienza l’erudizione, l’istruzione, la preparazione, la civiltà, il clima intellettuale. E tutto ciò sono nelle mani di una persona che ha il nostro destino nelle sue mani. Ha scritto con la sua preparazione di anni di studio, il programma che cambierà la nostra vita. Leggo dall’Espresso, ma scusatemi perché sto ridendo come una pazza: “Mario Pittoni, classe ‘50, leghista di ferro, ha un curriculum vitae facilmente consultabile sul portale web del Comune di Udine. Poche voci, scritte in uno stampatello stentato e una calligrafia incomprensibile (sì, è compilato a mano). Tra le voci degne di nota ci sono: addetto stampa di Edi Orioli, campione della Parigi-Dakar e direttore responsabile di una rivista di annunci. Sempre nel cv si trova “nel 1991 ha creato Lega Nord Flash, opuscolo d’informazione di carattere nazionale”. Tra le capacità e le competenze personali annovera “Senatore della repubblica nella XVI legislazione. Capogruppo Lega Nord in commissione istruzione”. Alla voce “patente o patenti” ha inserito “X auto e moto”. La “X” in questo caso dovrebbe essere la traduzione di “per”. Dai adesso basta, andiamo a sentire il guru della cultura del sapere, della conoscenza e della sapienza. Unificazione del ciclo di studi di elementari e medie (in poche parole diventeranno una cosa sola). Ritorno al “professore prevalente” che insegnerà le materie principali, seguendo gli alunni per tutto il percorso. Riavvicinare i docenti al proprio territorio e concorsi su base regionale, via alla chiamata diretta e infine ripristino del “valore educativo delle bocciature”. Il valore educativo delle bocciature che fino a pochi mesi fa, Dictat Fedeli, non dovevano esserci neanche se un ragazzo ti sputava in faccia. Vuole abolire le classi pollaio (infatti abbiamo classi anche con 37 alunni), l’intensificazione delle ore di ginnastica. Eh certo il Ministro è un insegnante di ginnastica facile eh… Non ci sarà più la chiamata diretta, e vuole smontare la “Buona Scuola” punto per punto. Ma questo Presidente della nostra Cultura sa che non si può abolire una legge, ma solo modificarla? Quando il nostro governo attuale scoprì che Fedeli non aveva la laurea ne chiesero le dimissioni e ora? Perché non chiediamo le dimissioni di una persona che stabilirà le sorti di tutti noi che ha solo la terza media. Ah, scusate. Però il papà e il fratello erano insegnanti. Come se io diventassi Professoressa di glottologia, o manager di una Banca solo perché i miei fratelli lo sono. Ma il suo profondo pensiero, dice che il sapere non si impara su libri polverosi. No, allora come dice il Ministro Bussetti, indossiamo il grembiule, buttiamo via quaderni, agende, rubriche e usiamo il tablet, facciamo i volontari nel pomeriggio. Mio Dio colleghi, siamo passati dalla padella alla brace. Il Ministro vuole il grembiule per unificare, per omologare, ma gli zaini firmati, le scarpa firmata, l’astuccio e le penne saranno sempre la diversità che coinvolgerà sempre più i ragazzi disabili e disagiati. Incominciamo ad insegnare, a levare progetti e curare i nostri allievi, che abbiano la felpa uguale o no, insegniamo, educhiamo prepariamo il nostro mondo futuro. Certo non lo faremo con il grembiule uguale, ma con la passione e la condivisione consapevole che il mondo può essere salvato solo dal soffio della scuola. E dopodomani quando inizierò scuola farò fare ai miei ragazzi questo cartello:” Scusate il disordine, siamo impegnati a imparare.” Nonostante loro.