DA MEDICI SENZA FRONTIERE ANCORA UN RACCONTO DI DOLORE E MORTE

DA ANGELA CAPONNETTO

Il 1 settembre un centinaio di migranti sono annegati al largo della Libia. Tra loro anche due decine di bambini e due gemelli di 17 mesi. Lo riferisce Medici Senza Frontiere che ne avrebbe avuto notizia da fonti libiche.
Su 160 passeggeri sudanesi, maliani, nigeriani, camerunensi, ghaniani, libici, algerini ed egiziani, solo 55 sono sopravvissuti. Il loro racconto:
“Il primo gommone si è fermato per un guasto al motore, mentre il nostro ha continuato a navigare ma ha cominciato a sgonfiarsi verso l’una del pomeriggio. Eravamo 165 adulti e 20 bambini”, ha raccontato un sopravvissuto.
Quello che oggi fa più paura è quel popolo da tastiera che preferisce negare invece che trovare nel profondo almeno un briciolo di pietà. “Li avete visti? No … è la solita fake news” …
Chissà se vivrò abbastanza per vedere un ritorno alla ragione.
Questo mercimonio di esseri umani è una piaga e va fermato ma non si può negare la strage che si sta perpetrando da anni.
Io ho visto con i miei occhi sopravvissuti, morti e possibili dispersi di cui non si riesce ad avere contezza. Come quelli che dovevano essere a bordo di quel gommone sgonfio e capovolto fermato con uno scatto mentre galleggiava in mezzo al mare mesi fa al largo delle coste libiche. Non ho mai saputo chi c’era a bordo e che fine ha fatto.