DIRETTIVA SUL COPYRIGHT. ATTENZIONE AD UN INTERNET ILLIBERALE

DI PAOLO SINIGAGLIA

Ieri è stato un giorno di svolta: internet non sarà più quella di prima purtroppo.

Gli articoli 11 e 13 della direttiva europea sul copyright prevedono #LinkTax e #UploadFilters.
L’articolo 11 prevede che si paghi per ogni pezzo di contenuto con diritti d’autore linkato in rete con enormi conseguenze per l’analisi preventiva e il pagamento dei diritti agli autori per ogni pezzettino di contenuto;
l’articolo 13 prevede filtri preventivi sulla pubblicazione di contenuti da parte delle piattaforme, con inevitabile deriva sul controllo delle informazioni circolanti online: lo strumento potrebbe facilmente tramutarsi in una censura a seconda di chi sarà chiamato ad applicarlo.

Ma ditemi voi se è possibile che debba dare ragione al M5S che parlano di censura del web…

Il Parlamento europeo ha votato 438-226 (con 39 astensioni) per approvare modifiche drastiche alla legge sul copyright che, se alla fine saranno emanate, influenzeranno negativamente la creatività, la libertà di espressione, la ricerca e la condivisione di informazioni in tutta l’UE.

Il Parlamento ha votato a favore di quasi tutte le disposizioni che estendono i diritti alle industrie del diritto d’autore, mentre non protegge gli utenti e i nuovi creatori online.

Il Parlamento ha votato a favore dell’articolo 13, che costringerà essenzialmente le piattaforme online a installare costosi filtri dei contenuti per sorvegliare i caricamenti degli utenti e rimuovere i contenuti in caso di diffusione non autorizzata di materiale protetto da copyright. La regola copre tutti i tipi di contenuti, dalla musica al video alle immagini. Se le piattaforme non agiscono, si assumono la responsabilità per ciò che i loro utenti pubblicano online. I filtri di caricamento limiteranno la libertà di espressione, in quanto le tecnologie non sono in grado di distinguere tra violazione del copyright e uso consentito di opere coperte da copyright, come i meme condivisi come parodiw, o la cattura accidentale di un annuncio sullo sfondo di un selfie.

Il Parlamento ha approvato l’articolo 11, che fornisce diritti di copyright aggiuntivi per gli editori. L’articolo 11 costringerebbe gli aggregatori di notizie a pagare gli editori per il collegamento ai loro articoli. La regola copre i collegamenti e gli snippet su una singola parola. Il voto del Parlamento include anche regali ad altri gruppi, come un nuovo diritto per i produttori di eventi sportivi di bloccare la condivisione di fotografie di fan e brevi video in occasione di eventi sportivi.

Il Parlamento ha rifiutato di apportare le necessarie modifiche al testo per contribuire a garantire che l’Europa possa rimanere un attore rilevante per la ricerca e l’innovazione. Ha approvato solo un’eccezione sul copyright limitata per il’estrazione di testo dai contenuti che limita il suo uso solo per organizzazioni di ricerca senza scopo di lucro approvate, invece di fornire un’eccezione generale per supportare biblioteche, organizzazioni di ricerca e comunità di startup dell’UE che sarebbe “il diritto di leggere è il mio diritto “. Di conseguenza, gli investimenti e l’innovazione in questo spazio si sposteranno fuori dall’Europa, dove esiste un ambiente legale più favorevole per l’estrazione di testo e dati, come gli Stati Uniti.

Il piano approvato dal Parlamento non solo non riesce a produrre benefici per l’ambito previsto, il mercato unico digitale, ma non fa quasi nulla per proteggere i diritti degli utenti, migliorare la capacità di condividere remix e altri contenuti generati dagli utenti (UGC), o proteggere il pubblico dominio. Gli emendamenti di buon senso a sostegno dell’UGC, della libertà di panorama e della richiesta di sostegno al pubblico dominio sono stati tutti respinti.

Ryan Merkley, CEO di Creative Commons, è apparso su BBC Radio per un’intervista sul voto della direttiva sul copyright. Ha ribadito che gli artisti dovrebbero essere in grado di ricevere un compenso equo e appropriato per il loro lavoro, e che Creative Commons è stata costituita per offrire alternative ai creatori nel modo in cui condividono la creatività online. Ma ha detto che la maggior parte delle disposizioni approvate nell’odierna votazione del Parlamento UE beneficerà solo i principali detentori di diritti come le reti televisive o le etichette musicali:

Se sei una persona normale o un artista indipendente che ha bisogno di internet per la tua vita di tutti i giorni, per lavoro o per divertimento, se sei qualcuno che legge articoli online o crea musica o ha un’idea per una startup, oppure sei uno scienziato che vuole curare una malattia, perdi con questa legge. L’UE diventa un posto meno adatto per fare arte, per fare musica, per guidare innovazione o scoperta.

Cosa succede ora? Il Parlamento entra in negoziati con il Consiglio dell’Unione europea (i governi degli Stati membri dell’UE) e la Commissione europea (l’organo esecutivo dell’UE che ha proposto il testo originale della direttiva sul diritto d’autore). Questi tre organismi lavoreranno per riconciliare le loro versioni del testo direttivo e il testo finale sarà nuovamente votato nel Parlamento europeo probabilmente all’inizio del 2019.

Il Parlamento europeo ha avuto la possibilità di agiustare il copyright per 500 milioni di europei e segnalare al mondo che i progressivi cambiamenti alla legge possono conferire potere ai nuovi creatori e promuovere la creatività e il web aperto. Invece, gli europarlamentari hanno scelto di schierarsi con i più potenti detentori di diritti corporativi il cui unico obiettivo è minimizzare l’impatto generato dalle tecnologie digitali e da internet sui loro modelli di business.

La lotta per il futuro di Internet è lungi dall’essere concluso. Mentre il voto del Parlamento di oggi è stato un grave passo indietro, tocca a tutti noi continuare a organizzare e difendere il web libero e aperto che vogliamo e di cui abbiamo bisogno, nell’UE e oltre.

Sono molto preoccupato: i media mainstream hanno letto i due voti del Parlamento europeo di ieri come la vittoria dei democratici contro i populisti, la vittoria dei cittadini contro i colossi e gli oppressori.
Se questo è VERO per la censura politica di Orban che tenta di costruire una società illiberale, questo è FALSO per la direttiva sul copyright che cerca di costruire un’internet illiberale.
Tassa sui link e fltri preventivi rappresentano la morte dell’internet libera come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi e rappresentano davvero il primo passo verso il grande fratello che controlli tutto quello che i cittadini fanno in rete.
Oltre 70 esperti di fama mondiale, decine di associazioni e mezzo milione di cittadini europei avevano chiesto al parlamento europeo di abbandonare questa direttiva.
Dopodiché se questa è la narrazione politico-giornalistica si capisce perché la gente ritenga i media mainstream non affidabili e la politica “classica” non credibile.
Ieri il Parlamento europeo si è piegato alle lobby degli editori e dei governi che vogliono controllare i contenuti diffusi in rete a discapito della libertà di informazione.
Se prendete in giro i cittadini in questo modo. poi non lamentatevi se vincono i populisti…