ONDEGGIARE SUL PRECIPIZIO

DI LUCA SOLDI

 

“Negli ultimi mesi le parole sono cambiate molte volte e quello che ora aspettiamo sono i fatti, principalmente la legge di bilancio e la successiva discussione parlamentare”. Se il presidente della Bce, Mario Draghi, riferendosi all’Italia e alle dichiarazioni che hanno fatto impennare lo spread, deve arrivare a dire questo vuol dire che siamo davvero messi male “Purtroppo – ha rafforzato  – abbiamo visto che le parole hanno fatto alcuni danni, i tassi sono saliti, per le famiglie e le imprese” anche se “tutto ciò non ha contagiato granché altri paesi dell’Eurozona, rimane un episodio principalmente italiano”. “La Banca centrale europea – ha proseguito – si atterrà a ciò che hanno detto il primo ministro italiano, il ministro dell’Economia e il ministro degli Esteri, e cioè che l’Italia rispetterà le regole”. 

Su Conte, Salvini e Di Maio meglio evitare commenti.

Parole dure quelle presidente della Bce, Mario Draghi, solitamente ben più cauto.

Parole preoccupate di altre parole che vengono spese male da un esecutivo che non perde mai l’occasione ad evidenziare di quanto una sua parte vuol primeggiare sull’altra.

Parole che evidenziano sia per quello che dicono e per quello che lasciano intendere una assoluta preoccupazione sulle esternazioni che se da un lato lanciano continui proclami da facili consensi dall’altro denunciano la mancata aderenza alla situazione reale 

A quei conti, a quei numeri che di responsabili ne hanno davvero tanti ma che proseguendo su una strada distruttiva non possono che peggiorare 

Draghi lo fa rispondendo alla domanda se le politiche del governo e il rialzo dello spread possano richiedere misure da parte dell’Eurotower nel 2019 per evitare fenomeni di contagio. “Non abbiamo ancora visto alcun contagio”, ha poi aggiunto Draghi rassegnato da una Italia che pare davvero rassegnata a ondeggiare pericolosamente sul precipizio