E’ NATO PIETRO. TORNA LA VITA SOTTO IL PONTE

DI CLAUDIA PEPE

Qualche volta la vita non è quella drammatica scia di tragedie, di disgrazie e di avversità. Talvolta la vita ti leva l’anima, il respiro, il futuro. Talora la tua esistenza si copre di nubi che coprono la necessità di vedere il cielo. Ma oggi la vita ha partorito un bambino. Un bambino, figlio di un miracolato della strage di Genova. Il 14 agosto 2018, crolla il Ponte Morandi a Genova. Muoiono 43 persone e i feriti sono centinaia.  Tra quei feriti c’è anche Gianluca Ardini di 29 anni. Gianluca, un sopravvissuto che la sua stella lassù, deve aver deciso fargli vedere la nascita di suo figlio. Quel 14 agosto, il compagno accanto a lui in un camioncino è morto. Gianluca ha lottato, ha visto la morte sedersi vicino a lui che lo guardava. La deve aver implorata di lasciargli gli occhi per sentire il primo pianto di suo figlio, per poter aver avere la forza di accarezzare una testina frutto di un amore. L’amore di Gianluca e di Giulia Organo. Deve aver pregato Gianluca, per contrastare chi stava ramificando nel suo essere. Deve aver contato tutte le stelle di un cielo cupo e fosco, ha trovato una luce. Gianluca non sapeva cos’era, ma l’ha supplicata di fargli vedere la sua stella. Suo figlio Pietro. Pietro era nella pancia della mamma. Una mamma che si è trovata all’ottavo mese di gravidanza confidando di non rimanere sola, di non educare, crescere, formare e guidare un figlio da sola. E sperando per il suo grande amore. Un amore rimasto incastrato sotto un Ponte che ucciso deliberatamente persone, famiglie, lavoratori. In un momento la morte che si era accasciata vicino a Gianluca si è dileguata, forse ha avuto troppa paura, ha avuto paura di quella vita dirompente, quel sogno che solo quando svanisce nei tuoi pensieri, muore.  Gianluca è stato salvato, l’abbraccio tra i due amanti e li chiamo così perché è l’unica che secondo me rappresenti l’amore, si è pietrificato in una lacrima scolpita sui loro visi. Una lacrima che non dimenticheranno mai. Dopo un mese esatto dalla tragedia è nato Pietro, proprio nell’anniversario della tragedia. Una lacerazione, uno strappo di luce e di sole che ha illuminato delle vite coperte da coltre di macerie. È venuto alla luce alle ore 23 e 59, solo un minuto prima dell’anniversario della tragedia, nell’Ospedale Evangelico di Voltri. Così conferma, con gioia e commozione, il personale del reparto di Ginecologia della clinica. Pietro ha voluto commemorare la morte con la vita, il dolore con la gioia, la disperazione con la letizia. È arrivato ad annunciare una nuova epifania, l’apparizione reale che nonostante tutto la vita va avanti. La nascita è un mistero e le parole non sono sufficienti. Benvenuto angelo nostro!