CAMPIONATO CON GARBO. CRISTIANO RONALDO S’E’ SVEGLIATO, INTER E ROMA NO

DI DANIELE GARBO

Nuntio vobis gaudium magnum: habemus Cristianum Ronaldum”. I primi gol italiani di CR7 erano attesi come l’elezione di un papa e meritano un annuncio come si deve. Finalmente il fenomeno si è sbloccato, per la gioia degli juventini, preoccupati di aver preso una sòla (come dicono a Roma), e anche degli anti-juventini, che non ne potevano più della sfibrante attesa. Del resto se c’era qualcuno che dubitava che Cristiano Ronaldo avrebbe ritrovato la via del gol, deve farsi vedere da uno bravo. Rimane la convinzione, almeno in noi che di calcio capiamo pochissimo, che difficilmente il portoghese segnerà con la frequenza che gli era abituale nella Liga spagnola. Per fortuna in settimana torna la Champions League, il suo terreno di caccia preferito, e lì dimostrerà il motivo per cui la Juventus l’ha strappato al Real Madrid.

Dopo le prime quattro giornate si può dire che è lo stesso campionato della scorsa stagione, con Juve e Napoli un gradino sopra tutti. Semmai sono le cosiddette inseguitrici che sembrano imbolsite, quasi imborghesite, forse rassegnate.

La squadra di Allegri ha fatto il pieno di punti, ma ha avuto oggettivamente un calendario molto semplice. Sicuramente più facile di quello del Napoli, che ha già affrontato Lazio, Milan e Fiorentina, oltre alla Sampdoria, che ne ha fatto polpette. La Juve vince senza brillare, subisce un po’ troppi gol, uno a partita, ma in un modo o nell’altro riesce a domare gli avversari. La aspettiamo al varco quando dovrà affrontare il doppio impegno in Italia e in Europa e, soprattutto, quando si alzerà il livello delle avversarie in campionato.

Allegri ha rimesso in campo Dybala, con risultati modesti, ma ha disposizione di un organico fuori portata per chiunque. Alla domanda, in verità oziosa, su chi sia l’anti-Juve, la risposta più attendibile ci sembra una sola: la stessa Juventus, se pensa di aver già vinto il campionato. Altrimenti non vediamo proprio come i bianconeri possano non conquistare l’ottavo scudetto consecutivo.

Capitolo Douglas Costa, autore di un gesto inqualificabile come lo sputo a Di Francesco: probabile una stangata dal Giudice Sportivo, probabile anche una sanzione pecuniaria pesante da parte della società. A coloro che beatificano a ogni piè sospinto la serietà della dirigenza bianconera ci permettiamo di ricordare che il presidente Andrea Agnelli, eccellente manager, è colui che ha voluto che allo Juventus Stadium fossero esposti 36 scudetti, quando in realtà sono 34 perché due sono stati revocati dalle sentenze del processo sportivo di Calciopoli. In un paese normale una Federcalcio seria non consentirebbe di disputare in quello stadio incontri del campionato italiano. Ma siccome la Juventus è la prima società italiana per fatturato, trofei vinti e numero di tifosi, tutti si girano dall’altra parte e fanno finta di niente.

Il Napoli è ancora il primo inseguitore della Juve, grazie alla vittoria sulla Fiorentina nel finale e nonostante lo sciopero dei tifosi, imbufaliti (giustamente) con il presidente De Laurentiis che ha portato i biglietti di curva a 35 euro. Lorenzo Insigne, spostato in posizione più centrale, firma il gol partita, a coronamento di una splendida azione in velocità iniziata da Hamsik e rifinita da Milik. Ancelotti sta lentamente ridisegnando il Napoli a sua immagine e somiglianza, dando spazio a tutti i giocatori della rosa. Esattamente il contrario di quello che faceva Sarri, il suo amatissimo predecessore.

Potenzialmente appaiata ai partenopei una tra Sampdoria e Fiorentina, che recupereranno mercoledì 19 settembre la partita della prima giornata rinviata per la tragedia del ponte Morandi. I blucerchiati rifilano un pokerissimo al Frosinone nel giorno dell’esordio in serie A dei ciociari nel proprio stadio. Eccellente la squadra di Giampaolo, che esonda al punto da far pensare che quando gli illuminati dirigenti del calcio italico si decideranno a riportare la serie A a 18 squadre sarà sempre troppo tardi.

Per l’Inter è crisi nera dopo la sconfitta a San Siro contro il Parma. Quattro punti in altrettante partite contro avversari che si chiamano Sassuolo, Torino, Bologna e appunto Parma suonano come campane a morto per una squadra che era stata indicata come la più plausibile inseguitrice della Juventus. I nerazzurri non hanno un gioco, Spalletti sembra avere poche idee e ben confuse, gli spifferi dallo spogliatoio raccontano di rapporti tesi tra il tecnico toscano e Icardi. Insomma, se Spalletti non avesse appena allungato il contratto al 2021, a quest’ora sarebbe probabilmente disoccupato. Per il momento l’esonero, che costerebbe alla proprietà cinese alcuni milioni di euro, appare lontano. Ma è meglio cambiare marcia, altrimenti certe decisioni diventeranno inevitabili.

Non sta molto meglio la Roma, che non riesce a condurre in porto una vittoria contro il Chievo che dopo il 2 a 0 del primo tempo sembrava in cassaforte. Inspiegabilmente nella ripresa i giallorossi si incartano, incassano il pareggio e debbono ringraziare Olsen, che all’ultimo secondo evita la beffa della sconfitta con una parata degna di Alisson.

Il mix di giovani e giocatori di esperienza prodotto dalla solita rivoluzione uscita dal mercato estivo fatica a far nascere una squadra di calcio. Il tecnico Di Francesco non ha ancora trovato la quadratura del cerchio e la tifoseria è in subbuglio. Serve subito una reazione, ma il Santiago Bernabeu, che mercoledì sarà sarà teatro della prima giornata di Champions League tra Real Madrid e Roma, non sembra la location ideale per una resurrezione.

Il Milan strappa un pareggio a Cagliari, dopo essere stato in balia dei sardi nella mezz’ora iniziale. La notizia più positiva per Gattuso è il primo gol di Higuain in maglia rossonera. Ma, come sottolineato giustamente da Paolo Maldini, se si vuole crescere e puntare a obiettivi ambiziosi, partite come queste bisogna vincerle.

La Lazio passa a Empoli con l’aria dell’impiegato del catasto che timbra il cartellino e cerca di giustificare lo stipendio lavorando il meno possibile. Ma la squadra brillante della scorsa stagione è un pallido ricordo.

I GOL DELLA GIORNATA

  1. Dimarco in Inter-Parma
  2. Birsa in Roma-Chievo
  3. Insigne in Napoli-Fiorentina