AGGIORNATA BOZZA DEL DECRETO GENOVA. LARGHI POTERI AL COMMISSARIO STRAORDINARIO

DI MARINA POMANTE

 

L’articolo 1 della bozza aggiornata del Decreto per Genova conferirà al Commissario straordinario (non ancora nominato), il potere di operare in deroga a qualsiasi disposizione di Legge, eccettuati i vincoli derivanti dall’appartenenza all’Unione europea, che appunto non sono derogabili.
I campi di applicazione vanno dalle occupazioni d’urgenza, alle espropriazioni delle aree necessarie per l’attuazione degli interventi previsti nell’immediato. Il Commissario straordinario provvederà alla “redazione dello stato di consistenza e del verbale di immissione in possesso dei suoli, anche con la sola presenza di due rappresentanti della Regione e degli enti territoriali interessati”.
La Regione Liguria, la città di Genova, il Comune di Genova, gli enti del settore regionale allargato e le società pubbliche e in controllo pubblico regionale e comunali, in deroga ai vincoli di contenimento della spesa, potranno assumere per gli anni 2018 e 2019 fino a 250 unità di personale con funzioni di supporto all’emergenza, protezione civile e polizia locale.
Questo è quanto è indicato nell’articolo 2 della bozza (aggiornata) del Decreto Legge Genova, conosciuto anche come Decreto Urgenze.
Sempre nell’articolo 2 viene indicato che per la copertura finanziaria necessaria per le assunzioni, si provvederà oltre che con le risorse disponibili di ciascun ente, con i fondi relativi al superamento dell’emergenza o alla ricostruzione. Il limite complessivo di spesa per l’anno in corso è fissato in 3.500.000 di euro e di 10.000.000 per il 2019 che saranno erogati con un ulteriore stanziamento.
Per le assunzioni si potrà attingere anche dalle graduatorie di altre amministrazioni, anche per assunzioni a tempo indeterminato, nel caso che nelle graduatorie suddette non siano disponibili i profili professionali richiesti.
Nella bozza del Decreto si stabilisce che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sarà l’organismo che sovraintenderà alla progettazione e alla realizzazione di “infrastrutture ad alta automazione, di sistemi informatici e delle opere accessorie per l’ottimizzazione dei flussi veicolari in entrata e in uscita dal porto di Genova e la realizzazione del varco d’ingresso di ponente”.
Sono previsti stanziamenti per la finalità di questi interventi pari ad 8 milioni per quest’anno, 15 milioni per il prossimo anno e 7 milioni per il 2020.
Per tutte queste attività il Mit ricorrerà ai poteri necessari, operando anche espropri per pubblica utilità, per immediata realizzazione del sistema informatico e delle infrastrutture accessorie. Restano invariate tutte le competenze conferite all’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Nella bozza del Decreto allo studio del Governo, è prevista l’istituzione della “zona franca”. Un perimetro definito in concertazione dal Commissario delegato alla Regione Liguria e il Comune di Genova. In pratica le imprese che hanno sede all’interno di questa zona e che dimostreranno che a causa dell’accadimento del crollo del ponte Morandi hanno subito una flessione del fatturato almeno del 25% con decorrenza 14 agosto 2018 fino al 30 settembre 2018, rispetto allo stesso periodo dell’anno 2017 potranno accedere all’esenzione delle imposte fino a 100 mila euro.
Le aziende potranno anche chiedere l’esenzione dell’Irap fino ad un massimo di 200 mila euro, l’esenzione delle imposte municipali, il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali. Non potranno essere invece esonerate dal pagamento dell’assicurazione infortunistica.
Sono inclusi nella serie degli esoneri anche i professionisti autonomi che svolgono la propria attività nella zona franca.

Indennizzi di 30 mila euro ai residenti che dovranno convivere col cantiere per la ricostruzione, come per esempio, i cittadini che sono potuti rientrare nelle loro case. E’stato reso noto dall’assessore ai lavori pubblici, Giacomo Giampedrone,  al termine di un incontro con Autostrade, sarà infatti la Società Autostrade che si farà carico dell’indennizzo, oltre a quello ai proprietari delle case che saranno abbattute. Giampedrone ha dichiarato che ancora non sono definite le misure esatte dell’area destinata al cantiere, chiamata “zona cuscinetto” ma comunque verrà presto delineata.

Saranno stanziati per il 2019 a favore della Regione in sostegno al trasporto pubblico ed alla mobilità, 22,5 milioni di euro. Sono invece già attivati 500 mila euro per il 2018 e per il 2019 per l’integrazione tariffaria del trasporto nella città.