IL DOPPIO GIOCO DI SALVINI AL SERVIZIO DELLA FINANZA DEL NORD, E IL M5S IN UN CUL DE SAC

 

DI RAFFAELE VESCERA

Flat tax, Irpef al 15% per redditi alti, in gran parte concentrati al Nord, per svariati miliardi di Euro sottratti allo Stato; condono fino a un milione di euro, mascherato da “pace fiscale”;
legge “ad regionam” per dare l’autonomia fiscale al Lombardoveneto che sottrarrà altri 35 miliardi di Euro alle casse statali;
blocco della legge per le periferie, tranne che per le città in pareggio di conti, ovvero per quelle del Nord, dove il Pil pro capite doppio con introiti doppi di tasse comunali rispetto al Sud, permette l’agio finanziario;
servizio militare obbligatorio e legge per la libertà di armarsi, mascherata da “legittima difesa” per fare un favore all’industria delle armi concentrate in Lombardia;
pensioni a “quota 100”, a 62 anni, costo 8 miliardi annui, di cui godranno i lavoratori dipendenti concentrati in gran parte al Nord, mentre precari, disoccupati e persone occupate in lavori pesanti potranno morire fino a 67 anni sui cantieri;
Tav inutile e devastante in Val di Susa per 12 miliardi, con i lavori affidati alla grande finanza del Nord e stessa cosa da 6 miliardi per il “Terzo valico” Milano-Genova.
Tutto il programma di governo leghista ci parla di Nord, mentre per il Sud riserva il bidone mortale dell’Ilva a Taranto, dove la Lega ha investito in obbligazioni societarie dell’Arcelor Mittal, la società indiana che ha rilevato l’Ilva, e la devastazione ambientale del gasdotto Tap con approdo in una delle più belle baie del Mediterraneo, nel Salento, per favorire l’industria del Nord, mentre il Sud ne avrà solo danni. Se a ciò si aggiungono le scioccanti proposte leghiste reazionarie sui diritti civili, e il sostegno dato alla lega dai gruppi neonazisti, il quadro è fosco, tale da lasciar pensare alla preparazione di un regime autoritario. Dopotutto, fu per favorire gli interessi dell’industria del Nord che nacque il fascismo.
Il tutto, mentre il M5s viene ricacciato nell’ombra, diviso com’è tra la sua anima destra che dà sostegno e credibilità al fascioleghismo e quella sinistra che oltre qualche proclama non riesce ad andare. Al netto della propaganda anti immigrati, in questa bailamme scompare la grigia figura di un premier che è terzo, dopo il galletto Salvini e il pollo Di Maio, responsabile di tale compromissoria alleanza di governo con il partito più reazionario, antimeridionale e razzista per vocazione, il cui ex segretario condannato per truffa allo Stato da 49 milioni, anziché essere denunciato da Salvini, viene da questi messo al sicuro in Senato. Ovvio che sfumi la promessa del reddito di cittadinanza e l’equità di investimenti del 34% per il Sud, i soldi non si stampano in private tipografie e le prelazioni leghiste non permetteranno mai che sia fatto qualcosa di utile per il Sud. Così continuando, il M5s ne uscirà sconfitto e dimezzato, forse distrutto, a meno che in un improbabile scatto d’orgoglio, per salvare il salvabile, non mandi all’aria il patto con il diavolo, scaricando sulla Lega le colpe di tale disastro.
Situazione al limite della tragedia, poiché non si vedono sbocchi possibili, con un Pd non più di sinistra ostaggio di Renzi, ultimo ma non ultimo responsabile del degrado politico italiano, grazie alla sua politica antipopolare e antimeridionale al servizio di taluni gruppi finanziari anch’essi del Nord, che ha spinto larga parte dei suoi elettori a votare per altri, più di tutto al Sud. Un’eventuale caduta di questo governo porterebbe a nuove elezioni con l’incognita di una possibile maggioranza di centrodestra dominata da Salvini, con un Berlusconi allo stremo e una nostalgica Meloni di poco conto. La cena delle beffe di Arcore, con l’accordo su Foa alla Rai e la riconferma dell’alleanza di centrodestra parla chiaro. Si preparano tempi ancor più bui per il Paese. Ma, tanto peggio tanto meglio, almeno si guarderà il nemico in faccia, senza infingimenti di cambiamento sparsi nel Paese e dispersi dal M5s a favor di Lega.
In questo che farà il Sud, deluso dal M5s, dopo aver mandato a casa Berlusconi votando a maggioranza per il Pd, e dopo aver cacciato Renzi erede del berlusconismo? Gli equivoci clan elettorali berlusconiani portatori di voti sporchi salgono sul carro del vincitore leghista in cambio di poltrone, come già avviene, tradendo ancora una volta la propria gente, ma che farà quel 50% di elettori perbene che hanno votato il M5s sperando nel cambiamento? Molti si asterranno, pochi torneranno a votare i vecchi partiti. Esiste tuttavia una terza possibilità, che il Sud, non fidandosi più dei partiti made in nord, si doti di una propria formazione politica, ma ne esiste anche una quarta, che in tale disperazione sociale i meridionali esplodano nelle piazze passando alle vie di fatto.