MANIFESTANTI DI “MAI CON SALVINI” PICCHIATI DAI NEOFASCISTI DI CASAPOUND

DI MARINA POMANTE

Ieri sera a Bari, intorno alle 22, dopo una manifestazione organizzata da “Mai con Salvini”, alcuni partecipanti sono stati aggrediti da esponenti di Casapound, che a loro dire, si sono sentiti minacciati del diritto di esistere e di promulgare il loro pensiero, dopo che i manifestanti si sono fermati davanti alla sede di Casapound gridando slogan contro gli attivisti di ultradestra in via Eritrea.

La reazione è stata molto aggressiva, proprio nello stile di Casapound, già avvezza a questo tipo di attacchi. Sono cinque le persone che hanno fatto denuncia verso gli esponenti di Casapound.

I militanti, si sono riversati verso i manifestanti, aggredendoli con cinghie, mazze e tirapugni e non si sono preoccupati che davanti a loro ci fossero dei bambini. Tutto questo è avvenuto nel quartiere Libertà a ridosso proprio della sede stessa di Casapound.
Tra le persone aggredite anche l’europarlamentare della lista Tsipras, Eleonora Forenza. Le persone che hanno riportato ferite più evidenti sono: Antonio Perillo, assistente dell’europarlamentare, medicato alla clinica Mater Dei con nove punti di sutura alla testa e l’esponente di Sinistra Italiana, Claudio Riccio che è stato medicato al Policlinico. Entrambi sono stati dimessi in mattinata. Una scena vista più volte come in un rewind che dagli anni ’70 non vuol cessare di proporci la stessa replica, anche se sono mutati i Partiti e le ragioni hanno assunto via via, connotazioni diverse.
In Questura continuano ad arrivare denunce delle persone aggredite. Un’informativa con i nominativi di circa trenta attivisti di Casapound, otto dei quali avrebbero partecipato attivamente all’aggressione, sarà a breve trasmessa alla Procura. Intanto sono al vaglio degli inquirenti i filmati dello scontro.
Dalle ricostruzioni degli investigatori, dopo il corteo, un gruppo di manifestanti è passato per la sede del movimento di ultradestra gridando “fascisti di merda”, da questo episodio è scaturito il conflitto, i militanti di estrema destra hanno attaccato un altro gruppo di manifestanti che passavano lì per il tragitto verso casa.
Dalla pagina Facebook di “mai con Salvini-Bari”si legge: “Quando la manifestazione è giunta in piazza del Redentore mentre ancora erano in atto il concerto e la cena sociale, alcuni manifestanti che si erano allontanati alla spicciolata sono stati aggrediti da un gruppo di 20 fascisti con mazze e cinghie”. Inoltre si denuncia nel post che i fascisti provenivano dalla sede di Casapound che la polizia stava presidiando dalle 4 del pomeriggi. Malgrado ciò, si è lasciata “sfuggire” un aggressione fascista molto grave, precludendo così il diritto di manifestare civilmente.
Nel post un’accusa netta nei riguardi della polizia, colpevole quasi di sapere quello che stesse per avvenire e immediatamente all’aggressione, si è posta in assetto antisommossa e ha caricato per ben tre volte gli stessi manifestanti.
Ma è proprio Antonio Perillo ad attaccare il Governo, reputando Salvini il “mandante politico” di questo clima, tanto da permettere con il suo compiacimento l’atteggiamento di questi fascisti di ultima generazione che si sentono spalleggiati e incoraggiati dalla figura stessa del ministro degli Interni. “Ieri, ha proseguito Perillo, abbiamo subìto una brutale aggressione fascista: io sono stato aggredito alle spalle, ho una ferita di otto centimetri sulla testa. Hanno colpito per fare male, e si sentono protetti dal Governo nazionale”.
In opposizione sono le dichiarazioni dei militanti di Casapound che invece ritengono di essere stati aggrediti per primi loro e che già durante la settimana, c’erano state neanche troppo velate e preannunciate da molti social network, le minacce di assalto alla sede del movimento e che alcuni manifestanti a corteo terminato, hanno raggirato i controlli delle forze dell’ordine sono giunti nella via dove è ubicata la sede di Casapound Italia Bari, con il proposito di assaltare la sede ed i suoi militanti. Nel comunicato di Casapoud si legge inoltre che “per fortuna” sono stati respinti dai militanti in presidio onde evitare vandalismi, giustificando che questi “impuniti dei centri sociali” avevano recentemente gia compiuto aggressioni a Lega e Fdi alimentando il clima di violenza.

Nella nota presentata, i militanti di Casapound si giustificano dicendo che nella città di Bari non è avvenuta nessuna aggressione squadrista ma un tentativo di assalto da parte dei manifestanti “anti Salvini” alla sede stessa di Casapoud.
A loro discolpa hanno mostrato delle foto dove, a loro dire, sono mostrati palesemente dei manifestanti antifascisti disperdersi cercando di arrivare in via Eritrea proprio davanti alla sede di Casapound e assaltarla. Non si sono stupiti della presenza dell’europarlamentare di Potere al Popolo Eleonora Forenza, vicina da sempre ai centri sociali con esponenti dei centri stessi e i suoi collaboratori. In conclusione della nota viene messa in discussione l’accusa stessa sostenendo che se accusa può essere mossa, è solo di aver difeso “il nostro diritto di esistere di fronte a chi ci vorrebbe cancellare dalla faccia della terra”.

L’europarlamentare Forenza non ha fatto mancare la sua risposta di fronte a tanta sfacciataggine e mentre si trovava alla clinica Mater Dei in visita al suo assistente, ha replicato che un’aggressione di una squadra di fascisti in pieno centro a Bari sia a dir poco inaudita, sottolineando che la manifestazione era proprio contro il razzismo e il fascismo cosa di cui dopo questo ennesimo episodio se ne sentirà di più il bisogno.

Il ministro Matteo Salvini, da Atreju, dove partecipava alla festa di Fratelli d’Italia, è intervenuto sulla vicenda di Bari dicendo di sentirsi fortunato a non doversi basare solo sui giornali ma grazie alle informazioni delle Forze dell’Ordine, è riuscito quest’estate a schivare notizie più o meno paradossali. Ma si è detto assolutamente fermo verso chi pesta un altro essere umano, di qualunque colore sia: “il suo posto è in galera”. Poi ha aggiunto: “da ministro dell’Interno devo andare oltre la notizia”.

Il segretario nazionale di Sinistra italiana Nicola Fratoianni, ha giudicato inaccettabile “l’aggressione fascista” avvenuta a Bari, aggiungendo che si aspetta che i responsabili siano assicurati alla giustizia il prima possibile. Fratoianni ha anche posto l’accento sul mancato impedimento delle Forze dell’Ordine per evitare lo scontro.
L’esponente di Leu ha inoltre chiosato che episodi del genere sono la prova evidente di un crescendo di “atti di violenza di segno fascista e razzista” quindi è ora che queste organizzazioni neofasciste vengano sciolte proprio nel rispetto della Costituzione.