L’APARTHEID ESISTE ANCORA, NON IN SUDAFRICA MA A LODI IN LOMBARDIA

DI EMILIANO RUBBI

L’apartheid esiste ancora.
Ma oggi non sta più in Sud Africa, bensì a Lodi, in Lombardia, e vale solo per i bambini.

Per una scelta della sindaca leghista Sara Casanova, infatti, gli extracomunitari che abitano a Lodi, per accedere alle tariffe agevolate di mensa scolastica, pulmino e pre scuola, devono produrre tutta una serie di documenti che, nel 99% dei casi, non possono ottenere in nessun modo (come, ad esempio, una certificazione dei beni a loro intestati fornita dalle autorità dei paesi di origine, tradotta in italiano).

In alcuni paesi di provenienza non esiste neanche un registro informatico che si occupi di fornire questi documenti, quindi, semplicemente, i figli di quelle persone non possono andare a scuola con il pullman della scuola o mangiare nella mensa assieme agli altri bambini.

Per loro basta e avanza un panino portato da casa e mangiato in classe, assieme agli altri bambini neri, lontano da quelli bianchi.

Nel frattempo, tutti i genitori stranieri che non sono riusciti a produrre la documentazione richiesta, si sono visti recapitare a casa una retta di 700€ che, ovviamente, non possono pagare.

Questo accade oggi, in Italia.
Tra gli applausi dei leghisti, felicissimi delle vessazioni a cui il nostro paese sottopone dei bambini piccoli e i loro genitori.

“Quando la proverbiale mancanza di elasticità del burocrate si combina con la meschinità del razzismo il risultato può fare vacillare la mente.”

Lo disse Nelson Mandela.
Che non viveva a Lodi, ma oggi sembra proprio così.

Lodi, mense e scuolabus inaccessibili per gli stranieri: scatta la raccolta fondi