PER LA BOLDRINI NESSUN POSTO PRIVILEGIATO IN VOLO MA… NIENTE SCUSE

DI ALESSANDRO GILIOLI

Politicamente parlando, non ho soverchia stima di Laura Boldrini. Fin dalle sue prime interviste da presidente della Camera, l’ho trovata di una disarmante povertà intellettuale. E di un’agghiacciante imperizia politica. Fu una trovata di Bersani, secoli fa, tirarla fuori da un’agenzia Onu e farne un simbolo di apertura mediatica al “nuovo”, in vista di un possibile accordo coi grillini. Al posto suo, come noto, nei vecchi calcoli della nomenclatura pd doveva andare Franceschini, che molto si dolse per essere stato spodestato da questa newcomer.
Ma questa è storia.
Poi Boldrini fu mediocre presidente della Camera e pessima candidata d’establishment di quel disastro chiamato Leu. A spintoni e candidature d’apparato, trovò modo di autoperpetuarsi per un altro giro. Oggi spinge per un Pd postrenziano nella speranza di sopravvivere ancora più in là.
Tutto ciò per sgombrare il campo da sospetti di pregiudizi pro boldriniani. Sicché da poter far notare in modo non sospetto quanto ridicolo e insieme violento sia stato il Crucifige impostole per svariate falsità, ultima delle quali la vicenda del posto privilegiato su un volo Alitalia, rivelatosi una totale bufala per cui nessuno – né i giornali fasciotrash né chi ha condiviso la balla- ha ancora chiesto scusa.