ASCOLTIAMO COSA FA LA MUSICA. UNA BIMBA DI 7 ANNI CHE INCANTA IL MONDO

 

DI CLAUDIA PEPE

Prima di iniziare ascoltate questo:

Poi, leggete le mie parole

Ha 7 anni la bambina che con la sua voce squarcia non solo il cuore ma l’anima di tutto il mondo. Malea Emma, ha cantato l’inno americano allo StubHub Center di Los Angeles davanti a 25mila persone guadagnandosi la standing ovation di tutto lo stadio e l’applauso di uno sbalordito Zlatan Ibrahimovic.

Il suo “The Star-Spangled Banner” ha aperto la sfida tra i Los Angeles Galaxy del fuoriclasse svedese e Seattle Sounders di domenica sera. Il video della sua interpretazione ha fatto il giro dei social che sono impazziti per le incredibili doti vocali. L’ha cantato a cappella con un microfono in mano e la sua voce arrivava anche nei cuori più sordi, nelle anime senza suoni, e nei respiri senza passione. Questa bambina dimostra ad un mondo diventato indifferente cosa può far la musica. La musica così bistrattata dalla scuola italiana, allontanata dall’istruzione alle scuole superiori per dar spazio alle tre “I” della Gelmini, allo smartphone della Fedeli, alle prove INVALSI. I test per misurare le competenze dei nostri allievi in modo improprio e inopportuno. L’arte delle arti, allontanata dalla riforma Gelmini, non sapendo che la musica fa volare i nostri ragazzi. Volare sopra le nostre coscienze, volare sopra ogni miseria, volare sopra le nostre paure. La musica combatte la dispersione scolastica, e rende tutti uguali. Nella musica non esiste il più bravo, e il ragazzo sequestrato nelle sue catene di spavento e disagio. La musica è il sogno che viviamo ad occhi aperti, occhi che desiderano, occhi che amano. Il Professore di Musica è il Professore più fortunato del mondo, perché dona ogni giorno gioia, speranza, allegria, fiducia, fantasie e speranza. Nella mia carriera di dispensatrice di scienza e arte, ho visto ragazzi che si coprivano il viso con i capelli per essere invisibili, ragazzi che si sono fatti interrogare rappando, ragazzi che si drogavano, ragazzi che soffrivano di bulimia d’amore, tanto da ingurgitare la loro stessa vita. Con la musica si sono sentiti improvvisamente importanti. Si sono sentiti finalmente, hanno abbracciato la loro pelle e hanno sentito per la prima volta i brividi percorrere il loro corpo. Hanno sentito di nuovo i battiti del loro cuore, la loro materia che si scaldava, la loro esistenza che prendeva forma. Ho visto ragazzi pluribocciati, bestemmiatori, figli di padri e madri inesistenti che lavoravano con me la mattina, il pomeriggio. Ragazzi che mi hanno costruito spettacoli con il poco che avevamo. L’amore per la Musica, per i loro compagni e per il buon esito di un saggio, li ha salvati in quell’anno delle scuole medie. Dopodiché esiste solo il deserto, la Musica la devi pagare, o entrare in un Liceo Musicale o in Conservatorio sempre su selezione. La musica non è più per tutti, ma solo per l’eccellenza. E questo non si può ammettere in uno Stato in cui il Ministro Bussetti, vuole aumentare le ore di Scienze Motorie, ma non ha pensato alla Musica come elemento fondante di ogni essere umano.
La musica (dal sostantivo greco μουσική) è l’arte e la scienza dell’organizzazione dei suoni, dei rumori e dei silenzi nel corso del tempo e nello spazio.
Si tratta di arte in quanto complesso di norme pratiche adatte a conseguire determinati effetti sonori, che riescono ad esprimere l’interiorità dell’individuo che produce la musica e dell’ascoltatore; si tratta di scienza in quanto studio della nascita, dell’evoluzione e dell’analisi dell’intima struttura della musica. La musica è l’uomo, la prima comunicazione umana è stata il suono, i primi vagiti del ritmo hanno l’odore dell’Africa. Tutta la nostra vita è musica, rumore e silenzio. Il silenzio anch’esso musica. Il ritmo del sole e della luna, le stagioni, l’alba e il tramonto, l’oriente e l’occidente, la nascita e la morte. Tutto è ritmo, tutto è musica. Ascoltate questa bambina, con la sua voce abbraccia il mondo, una voce che ci fa tremare, che ci dà gioia, che ci fa amare. Questa è la musica. E la musica deve essere per tutti, per poter cavalcare gli arcobaleni che disegniamo nei nostri momenti più bui.