UN COLPO AL CUORE DEL CAFFÉ

“Non si dice decaffeinato, si dice Hag”

Con questo slogan veniva pubblicizzato il caffè della Hag negli anni ’70 e da allora possiamo dire che In Italia chiunque per chiedere un caffè decaffeinato chiedeva semplicemente un Hag.

Dal 1° gennaio 2019 questo non sarà più attuale, perché l’unico sito produttivo del gruppo JDE, che produce i caffè Hag e Splendid, chiuderà, lasciando senza lavoro la fabbrica di Andezeno e licenziando tutti i 57 dipendenti che vi sono occupati.

Dopo il Brasile come produttore, l’Italia è lo stato per eccellenza associato al caffè, all’estero non si beve un caffè, si beve un espresso, sinonimo di caffè italiano, gli altri sono surrogati, e con questa cessazione sparisce dall’Italia anche la sua produzione.

La decisione è di quelle a cui ci hanno abituato le fabbriche negli ultimi tempi: senza appello.

La scellerata politica dei governi degli ultimi decenni, avvallati dalla politica di “concertazione” dei sindacati confederali, che ha eliminato ogni vincolo per le aziende nella nostra nazione, ha già fatto scappare molte realtà importanti senza conseguenze per gli imprenditori, ma solo per i lavoratori e l’occupazione ed ora, dopo quelle più importanti, spariscono anche le attività simboliche come quella del caffè Hag che, come dicevano nello spot televisivo, “è buono qui e buono anche qui”, portando la tazzina alle labbra ed all’altezza del cuore.

Al suo essere decaffeinato veniva attribuita la capacità di preservare il muscolo cardiaco dai danni della caffeina e per questo il suo simbolo era un cuore.

Con questa ennesima partenza l’Italia si impoverisce ancora e non per una crisi del settore, che va a gonfie vele, ma per il consueto maggior profitto aziendale che trasferisce la produzione all’estero.

La proclamazione di due giornate di sciopero, il 26 ed il 28 settembre è stata automatica e, come sempre negli ultimi tempi, disperata e senza speranza, i sindacati hanno detto che chiudere il sito di Andezeno, in Piemonte, è “scellerata perché in quello stabilimento si producono due prodotti storici per il mercato italiano, il caffè Splendid e l’Hag, si licenziano tutti i dipendenti e si spostano le produzioni negli altri stabilimenti europei. Si aprirà un grosso problema per i 57 dipendenti e per un territorio che già ha gravi problemi occupazionali”.

Se il nuovo governo non interverrà con soluzioni in grado di neutralizzare le eccessivamente liberali e scellerate regole del mercato del lavoro e sui vincoli industriali non sarà l’ultima volta ed a nulla serviranno le richieste di “immediato ritiro dell’apertura della procedura di licenziamento collettivo” tentando di “riaprire un tavolo sindacale per trovare soluzioni che prevedano il mantenimento dell’occupazione” chieste dai sindacati.

Si tratta di una vera e propria emorragia che si può evitare solo con la prevenzione, proprio come si farebbe in medicina.