FLAVIO INSINNA CONDUCE “L’EREDITA’” ED E’ ANCORA POLEMICA

DI RENATA BUONAIUTO

Lunedi è ripartita “L’Eredità” e Carlo Conti ha consegnato con evidente emozione, le chiavi di “casa” a Flavio Insinna. Un lungo applauso ha accompagnato le affettuose parole dedicate a Fabrizio Frizzi un uomo, un presentatore, un amico a cui tutti eravamo profondamente legati e che per anni è stato il “padrone di casa” di questa trasmissione rendendolo un appuntamento fisso, dove trovare leggerezza, simpatia, cultura e tanto, tanto sano divertimento.
Durante tutta la scorsa estate c’è stato un gran parlare su chi avrebbe dovuto e potuto sostituirlo, i nomi si sono susseguiti ma quello di Insinna, si ripeteva con un’insistenza sospetta.
Certamente si trattava di una scelta complicata, trovare qualcuno in grado di proseguire sulle orme del grande Fabrizio era impensabile, ma al tempo stesso necessario per non stravolgere il grande lavoro fatto.
Sotto gli ombrelloni si accavallavano i giudizi, Flavio Insinna era simpatico, bravo ma molti non riuscivano a perdonargli il “fuori onda”, che aveva fatto il giro del web, in cui offendeva una concorrente, attribuendo alla sua “bassa statura” ed alla scarsa “telegenia”, il calo di ascolti raggiunto.
C’era chi tuonava un “Fuori dalla Rai per sempre!” , chi lo trovava “un falso”, che riempiva lo schermo di “pensieri poetici” e “lacrime artificiali”, chi voleva salvarlo invece da una trappola cui suo malgrado era finito…insomma fra insulti e flebili difese, si restava in attesa della decisione finale.
Lui intanto stava zitto e buono, forse custodendo già gelosamente il contratto firmato o forse in febbricitante attesa del verdetto.
Sarà stata un’ attesa stressante, un vivere sospeso, senza sapere se è il tuo telefono a non avere linea o se effettivamente nessuno intende più chiamarti e riaprirti quella porta restituendoti la serenità.
Mille le ipotesi per spiegare quell’ orribile frase, una fra le tante che si fosse trattata di una vera e propria trappola. Qualcuno degli autori potrebbe aver insinuato ed attaccato Insinna, sul calo degli ascolti attribuendogli responsabilità e forse ventilando l’ipotesi di una sua imminente sostituzione alla conduzione di “Affari tuoi”. Messo alle strette la reazione, sebbene scorretta, potrebbe essere giustificata da una sorta di difesa e di scarico responsabilità sulla scelta dei concorrenti, non sempre adeguati alle necessità del format.
Certo è che Fabrizio Frizzi stimava molto il suo collega e che in quel mondo popolato d’insidie, invidie e falsità, Flavio fosse invece per lui considerato un vero amico.
Il giorno dei funerali su quell’altare, nella Chiesa degli Artisti non c’era l’attore, l’artista ma un uomo piegato dal dolore che dopo aver letto la poesia “Amicizia” è crollato, ha nascosto il suo volto fra le mani ed ha lasciato scendere giù le lacrime, da troppo tempo trattenute. Non c’era più nessuno in quella Chiesa, solo lui ed il suo “caro amico”.
Per questo, Flavio Insinna merita di essere in quello studio televisivo, di seguire le sue orme, senza mai calpestarle ma provando a sfiorarle con la fiducia e l’amicizia che proprio Fabrizio gli aveva riservato.