FLOP UNIVERSITÀ: SOLO TRE ITALIANE TRA LE PRIME 200 DEL MONDO

DI CHIARA GUZZONATO

È stata pubblicata ieri la classifica delle migliori università del mondo secondo il “Times Higher Education World University Ranking 2019″. Lo Stivale migliora la prestazione salendo a 43 atenei in classifica contro i 40 dell’anno scorso. Certo, ciò che gli entusiastici articoli non specificano è 43 su quanti: su mille. Un po’ come dire: “Ehi, sono arrivato terzo!” “Grande! E in quanti gareggiavano?” “Quattro”.
Tra le prime duecento in classifica, di italiane ce ne sono solo tre: la scuola superiore Sant’Anna di Pisa, 153mo posto, la Normale (anch’essa nella città della torre pendente), 161mo posto (e non 116mo, come scrive “Repubblica”), e l’università di Bologna, 180ma. Per un paese dove l’università è nata, non ci sembra un risultato eccezionale. I francesi ci superano piazzando quattro atenei tra i primi 200 (due tra i primi 100), gli spagnoli ne hanno due tra i primi 150, gli svizzeri sette tra i primi 200 (di cui due tra i primi 50) e i tedeschi ben 23 tra i primi 200… insomma, con le nostre tre università siamo quasi il fanalino di coda.
Non parliamo poi della Gran Bretagna, che si conferma in testa: primo posto per l’università di Oxford, secondo per Cambridge. Seguono gli Stati Uniti con Stanford al terzo posto e Massachusetts Institute of Technology al quarto.
Il direttore della Normale di Pisa e il rettore del Sant’Anna gioiscono comunque dei loro successi. Entrambi sottolineano: “Il piazzamento ai vertici del ranking THE conferma la capacità delle nostre Scuole di rappresentare al meglio l’Italia nelle classifiche internazionali delle università. La Scuola Superiore Sant’Anna e la Scuola Normale Superiore hanno da quest’anno intrapreso un percorso che le ha portate a convergere in una federazione, di cui fa parte anche lo Iuss di Pavia, che consentirà al sistema delle tre Scuole di essere ancora più competitivo a livello internazionale”.
Ce lo auguriamo, e speriamo che migliorino le cose anche per l’università di Roma (tra le prime 300), per quella di Venezia (tra le prime 800), per la Federico II di Napoli (tra i primi 350), e anche per l’università di Padova, che nonostante la cattedra di Galileo e una storia centenaria si piazza solo tra i primi 250.