OGGI IN EDICOLA, RASSEGNA STAMPA IN 10 PUNTI PER CHI NON HA TEMPO

DI ALESSANDRO GILIOLI

1. Grandi titoli sul “decreto sicurezza”: sbatterà per strada migliaia di persone (anche italiane, sì) e toglierà la possibilità di lavorare regolarmente a decine migliaia di immigrati. Insomma creerà maggiore insicurezza, o comunque percezione di insicurezza. Che forse è il vero obiettivo, dato che più sale l’insicurezza (reale o percepita), più aumentano i consensi alla Lega.

2. Ad ogni modo c’è un punto di principio rivoluzionario, in questo decreto: la fine della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. O meglio: la presunzione di innocenza continua a valere, ma solo se sei italiano dalla nascita. Se invece sei immigrato – anche con permesso di soggiorno a lungo termine e perfino con passaporto italiano ma per naturalizzazione – non vale più.

3. I giornali continuano stancamente a fare ipotesi su come sarà la finanziaria, pensioni, tasse, reddito minimo, condono (pardon, pace fiscale) etc. Ormai il tutto vale tipo l’oroscopo ma c’è di buono che basta aspettare tre giorni e arriva la mitica Nota da mandare a Bruxelles, almeno avremo qualcosa di ufficiale su cui discutere, al posto delle interviste e dei tweet.

4. Si parla dei sondaggi che danno il Pd tra il 15 e il 16. Zingaretti: «Malgrado le cose fatte, le persone ci sentono distanti». Ecco, finché resterà quel concessivo – “malgrado” – i sondaggi saranno sempre così, o peggio. Sostituire “malgrado” con “a causa delle”, e forse una speranza per il Pd ci sarà. Altrimenti, no.

5. Il governatore della Campania Vincenzo De Luca, Pd, sta tornando a casa con l’auto blu quando vede un mendicante nero fuori da un supermercato, allora fa fermare l’auto blu, chiama i vigili, fa portar via il mendicante al comando e gli fa dare una multa di 250 euro. Tocca dirlo: Salvini con l’ambulante nero in spiaggia, un mesetto fa, era stato molto meno di destra.

6. Non è vero che il Foglio non serve a niente, come dice Casalino. Il Foglio serve a ospitare il dibattito interno al Pd. Quando uno del Pd vuole dire qualcosa al suo popolo, lo scrive sul Foglio. Da Calenda a Zingaretti. Oggi è il turno di Giorgio Gori. Il Foglio credo che venda tipo 3.000 copie, quasi tutte nelle mazzette di giornalisti, politici e dirigenti vari. Un ottimo mezzo per parlare al popolo del Pd, insomma.

7. Intanto De Magistris dice che potrebbe fare una lista per le europee ma «non deve essere la confederazione degli sfigati o della sinistra radicale». A quelli di Leu saranno fischiate leggermente le orecchie. Però devo ammettere che «confederazione degli sfigati» è finora il termine più adatto a descrivere le varie liste di sinistra che si sono succedute negli ultimi anni, e che credo di aver disperatamente votato tutte (tranne Ingroia, quella alla fine non ce la feci, a votarla).

8. Esposta in un centro congressi di Fiuggi la salma di Silvio Berlusconi. Dice il Giornale che il Cavaliere «ha lanciato una mobilitazione come nel 1994». Il titolo di prima è «Berlusconi torna in campo» e se lo digitate su Google trovate centinaia di migliaia di risultati così, tutti uguali, dal 2012 in poi. Ecco, a leggere il Giornale è evidente che non ci credono più nemmeno loro, ma devono pur campare.

9. Su Libero il signor Roberto Busco, produttore di minipiscine e vasche idromassaggio, compra due pagine di pubblicità per dire che o si fa la pace fiscale o lui non può pagare più i suoi dipendenti. Già che c’è pubblicizza il suo sobrio sito Statoassassino.it. Aveva già comprato una doppia pagina sul Giornale e sul Tempo. Io avanzo l’ipotesi che se la smettesse di comprare pagine di giornale forse i soldi per pagare i dipendenti li troverebbe.

10. A proposito di giornali fasciotrash: non risultano né rettifiche né tanto meno scuse per i titoli – anche in prima pagina – dedicati alla storia della Boldrini che avrebbe rubato un posto in prima fila in aereo a un imprenditore, acclarata come bufala totale nel giro di 48 ore.