TRAPIANTO DI FACCIA E TRAPIANTO DI REALISMO

DI GERARDO D’AMICO

Abbiamo scoperto che uno dei due team leader che hanno realizzato il superlativo intervento di trapianto di viso al Sant’Andrea di Roma, il dottor Benedetto Longo, è un superspecializzato chirurgo ricostruttivo che guadagna 25mila euro lordi l’anno, ed è precario, con rinnovi contrattuali di anno in anno.

Sappiamo anche che il Ministro della Salute ha annunciato che vuole eliminare il numero chiuso per l’iscrizione a Medicina, visto che -dicono i sindacati dei medici- nei prossimi dieci anni mancheranno in Italia 43mila medici, che andranno in pensione ma non saranno rimpiazzati.

Sappiamo pure che in Italia ci sono 20 mila laureati in medicina che non possono esercitare, perché non riescono a specializzarsi, condizione essenziale per poter  essere assunti da una struttura sanitaria o per fare il medico di famiglia, per cui bisogna fare un percorso di “specializzazione” gestito dalle regioni.

A parte il fatto che mi piacerebbe sapere cosa pensano i rettori di iscrizioni libere con le attuali strutture universitarie, ovvero aule di lezione, laboratori e docenti che sarebbero travolti da uno tsunami di matricole, a parte il fatto che quasi la metà delle scuole di specializzazione attualmente in funzione ha avuto problemi col riconoscimento dopo la scorsa riforma, che andava finalmente a verificare se nella struttura che per esempio gestiva la specializzazione in ortopedia ci fosse una sala gessi ( ed incredibilmente in molte non c’era) il problema della mancanza di medici o di quelli che decidono di andarsene all’estero sta nella situazione del dottor Longo: non si può pagare mille e trecento euro netti al mese ad un professionista a quel livello ma neppure a chi ha studiato sei anni e passa più quattro o cinque di specializzazione per diventare medico.

Ed è inutile fare nuovi medici se poi non si possono nè far specializzare nè garantirne l’assunzione.

Certamente in questi anni ci saranno stati deficit di programmazione del fabbisogno di questa figura professionale, ma di più ha pesato la necessità di contenere la spesa pubblica: abbiamo chiuso ospedali, tagliati più di centomila posti letto, bloccato il turn over.

Perchè è stato fatto? Per sadismo o incompetenza dei passati amministratori?

Semplicemente, fino a ieri, il disastro del debito pubblico e il pericolo di default avevano imposto queste scelte, pagate ovviamente dai cittadini prima, da questi professionisti poi: oggi invece fare debito sembra non sia più un problema, i mercati saranno ansiosi di prestarci altri miliardi, quindi tutto si risolverà ad horas. Subito subito.