DELITTO DI ARCE, C’È LA CONFERMA DEI RIS: “SERENA MOLLICONE, UCCISA IN CASERMA”

DI CLAUDIA SABA

Arrivano le prime conferme.
Serena Mollicone è stata uccisa all’interno della caserma dei carabinieri di Arce.
Sono trascorsi 17 anni
dall’omicidio di Serena, ma i magistrati di Cassino non hanno mai smesso di indagare e proprio oggi i carabinieri del Ris, confermano i loro sospetti.
La perizia sui frammenti di legno recuperati nel corso della nuova autopsia, da’ ragione ai sospetti dei magistrati che avevano sempre avvalorato questa tesi.
Serena Mollicone, una ragazza di soli 18 anni,
era uscita di casa ad Arce, in provincia di Frosinone, per recarsi all’ospedale di Isola Liri.
Era il primo giugno del 1991.
Al suo rientro, nel primo pomeriggio, era poi sparita senza lasciare tracce.
Il corpo della giovane, venne ritrovato due giorni dopo dalla Protezione civile in un boschetto di Anitrella.
Un sacchetto di plastica le avvolgeva la testa, mentre mani e piedi erano legati.
Le indagini si indirizzarono subito verso un carrozziere di Rocca d’Arce, Carmine Belli, che venne però, prosciolto.
Nel 2008, il carabiniere Santino Tuzi, presente in caserma il giorno della scomparsa della ragazza, venne rinvenuto suicida.
Evento che non poteva lasciare indifferenti gli investigatori che infatti, intensificarono le nuove indagini.
La Procura di Cassino aveva sempre sostenuto che la giovane fosse stata picchiata a morte all’interno della caserma di Arce, dopo aver espresso la volontà di denunciare strani traffici che accadevano in paese.
Da qui sarebbe poi stata portata agonizzante nel boschetto di Anitrella e successivamente soffocata. Un omicidio efferato a cui avrebbe fatto seguito anche una serie di depistaggi.
Con le accuse di omicidio
volontario e occultamento di cadavere, sono stati indagati,
l’ex comandante della stazione di Arce, il maresciallo Franco Mottola, il figlio Marco e la moglie Anna.
Il luogotenente Vincenzo Quatrale è stato invece indagato per concorso morale nell’omicidio e per istigazione al suicidio del brigadiere Tuzi.
L’appuntato Francesco Suprano, per favoreggiamento.
Le indagini dei carabinieri di Frosinone, ormai concluse, hanno consegnata anche la perizia dei Ris.
A breve il sostituto procuratore Maria Beatrice Siravo dovrebbe pronunciarsi nel merito. Questa è l’ora che aspetta da 17 anni il papà di Serena. Un papà che non ha mai smesso di combattere per avere giustizia.
Per sua figlia Serena.
Per uno dei delitti
più efferati, che ancora non hanno trovato risposta.