PAP: BUTTAFUORI?

DI PAOLO FERRERO

Negli ultimi giorni ho proposto di abbassare i toni nella discussione dentro Potere al popolo e ho invitato a spegnere il ventilatore in cui stava finendo moltissima sostanza maleodorante. Mi pare che la discussione sullo Statuto in molte assemblee territoriali sia andata nella stessa direzione, che le adesioni stanno arrivando copiose e questo, mi aveva molto sollevato. Oggi però un intervento di Salvatore Prinzi (che allego qui sotto), afferma che per noi di rifondazione “Pap finisce qui”, accusa Maurizio Acerbo di raccontare bugie e gli attribuisce cose false, mettendo così il ventilatore alla velocità massima.
La domanda che sorge spontanea è: ma perché questi attacchi gratuiti?
A me sembra cosi: Con la scelta di andare alla contrapposizione sullo statuto, di insultare e denigrare Rifondazione Comunista, si vuole nascondere che alcune delle organizzazioni nazionali presenti in Pap vogliono trasformare Pap in una cosa diversa da quella che tutti insieme abbiamo costruito in questi mesi.
Il punto vero di discussione non è se Pap deve essere un soggetto politico o no. Su questo siamo tutti d’accordo. Il punto è che soggetto politico deve essere Pap?
Noi pensiamo che sia necessario proseguire sulla strada indicata da quel Manifesto fondativo che siamo chiamati a sottoscrivere quando facciamo l’adesione a Pap.

All’assemblea di Napoli tutti e tutte insieme abbiamo deciso che:

“Potere al popolo non è un partito ma vuole essere un movimento politico-sociale di alternativa dentro il quale convivono posizioni e culture diverse impegnate nella costruzione di uno spazio e un soggetto unitario. Con il nostro manifesto ci siamo infatti impegnati a costruire “un movimento popolare che lavori per un’alternativa di società ben oltre le elezioni (…) Un movimento di lavoratrici e lavoratori, di giovani, disoccupati e pensionati, di competenze messe al servizio della comunità, di persone impegnate in associazioni, comitati territoriali, esperienze civiche, di attivisti e militanti, che coinvolga partiti, reti e organizzazioni della sinistra sociale e politica, antiliberista e anticapitalista, comunista, socialista, ambientalista, femminista, laica, pacifista, libertaria, meridionalista che in questi anni sono stati all’opposizione e non si sono arresi”.
Per questo, assieme alle assemblee e alle iniziative, PaP avvia la campagna per le adesioni individuali.”

Oggi occorre rilanciare e sviluppare questo comune impegno, di costruire Pap nella capacità di aggregare il complesso delle persone e delle forze che vogliono muoversi nella costruzione di un “movimento popolare che lavori per una alternativa di società ben oltre alle elezioni”. E’ infatti evidente che oggi le forze di classe, antagoniste ed anticapitaliste sono disperse e il nostro compito è aggregarle in un progetto politico di alternativa di sistema. Non servono né settarismi ne moderatismi: serve una chiara direzione di marcia unita alla capacità di aggregare e non di respingere.
Viceversa la rissa serve a coprire la volontà di trasformare Pap in un partito tra gli altri, che vede nella presentazione alle elezioni il punto fondamentale. La presentazione alle europee o in ogni comune, da problema tattico, diventa così il punto decisivo su cui misurare i buoni e i cattivi. E’ evidente che proprio per esercitare fino in fondo il ruolo di soggetto politico descritto dal manifesto, dovrebbe essere Pap ad avanzare una proposta a tutti coloro che si pongono da sinistra sul terreno della lotta al liberismo e ai socialisti europei. Invece vedo emergere posizioni puramente difensive, che stanno a guardare, sperando non succeda nulla di buono in modo che alla fine si possa presentare il simbolo. Con che esiti ai fini del rafforzamento della lotta di classe pare essere un fattore secondario.
A mio parere vi è qui un tratto settario e politicista di chi pensa che il problema dell’opposizione alle destre, al liberismo e al capitalismo, sia già risolto dall’esistenza di Pap e dalla sua presentazione alle elezioni. Di questo bisogna discutere, non degli insulti e delle caricature. Io penso che questo indirizzo politico sia destinato a fare danni perché invece che unire le forze antagoniste divide addirittura all’interno di Pap. Film già visti troppe volte che hanno allontanato dall’attività politica migliaia di compagni e compagne. Questo sì che è il morto che afferra il vivo.
Noi non siamo divisi dalle nostre storie ma su cosa deve diventare Pap. Noi pensiamo che vada sviluppato il suo progetto originario evitando ogni rissa e ogni settarismo esterno ed interno. Anche per questo a Pap serve uno statuto che obblighi a ricercare il consenso attraverso maggioranza qualificate. Perché questa speranza la dobbiamo coltivare e far crescere, non dividere. Per questo aderiamo a Pap e invitiamo a farlo.