E’ TORNATA A CASA LA BAMBINA ROM FERITA “PER SBAGLIO”

 

DI CLAUDIA PEPE

 

I

Il 17 luglio una bambina di un anno e poco più, mentre era in braccio alla mamma, viene colpita da un proiettile ad aria compressa che le perforava la schiena. Un proiettile tirato forse sventatamente. Ma, che stranamente, si è conficcato nel corpo di una bimba innocente. Tutto ciò è accaduto in via Palmiro Togliatti, nella periferia est della Capitale. Un proiettile che vagava nell’aria, un proiettile mortale, un proiettile che inspiegabilmente è penetrato nella schiena di una fanciulla indifesa accoccolata sulle braccia materne. Ah, dimenticavo. La bambina è una bambina rom. Strana la vita. Strano il destino. Strano che qualcuno inavvertitamente spari un colpo mortale e vada a finire proprio su un corpo inerme di una bambina rom. Subito trasportata all’Ospedale “Bambin Gesù”, i bravissimi medici dopo averle fatto un intervento delicatissimo, hanno estratto questa morte annunciata, e dopo tutte le cure, ieri mattina le hanno dato il permesso di tornare a casa. Tornerà insieme alla famiglia nel campo rom di via Salone. Poteva rischiare di tutto, oltre la morte: la paralisi, paraplegia, una paresi che le avrebbe compromesso il futuro. Un futuro già difficile per i bimbi: per i bambini disabili, per i bambini orfani, per i bambini abbandonati, per i bambini con famiglie disperate, per i bambini con genitori separati che non li rispettano, bambini abusati, bambini inascoltati. Ma anche per una bambina rom. Una bambina rom nasce già discriminata, già segnata, già legata al pregiudizio. Ma non per questo nessuno mai dovrebbe pensare all’eliminazione fisica come era nel Medioevo, fino ai tempi nostri. I bravissimi carabinieri, hanno fatto lunghe indagini su chi potesse, in una giornata afosa di luglio, sparare così per caso, colpendo perfettamente una bambina che la sola colpa che ha è di essere rom. Hanno trovato un uomo che sta proprio in via Togliatti ed ora è indagato per lesioni gravissime. Gli hanno trovato in casa anche una carabina ad aria compressa, ma ambedue potenziate. E perché potenziarle? Che senso ha questo gusto per le armi? Ora stanno convalidando la legittima difesa e arriveremo a quel “Far West”, quella forma di barbarie, così deprecato dal Capo di stato Sergio Mattarella. L’uomo si è difeso: ha detto che il colpo è partito per caso. Come per caso si butta acido sulle donne e uomini, come per caso si ammazzano le donne, come per caso si violentano ragazze che se la sono cercata, come si molesta sul lavoro, come si ruba, come per caso si diventa criminale e mafioso. Tutto per caso. La nostra vita è un caso, per cui se esco di casa devo stare attenta a qualcuno che non miri alla mia testa, a che i fautori di Casa Pound non mi vengano a picchiare con catene e lastre di ferro. Devo stare attenta se esco con una mia amica lesbica a non essere massacrata di botte, e se sono con un immigrato a non farmi rincorrere per potermi dire:” Sporca amica dei negri, lo sappiamo cosa ti piace di lui”. Devo stare attenta a stare con i miei allievi rom e ai miei amici barboni. La storia della nostra specie è stata sempre maggiormente segnata dall’odio, dalla malvagità e dalle guerre, e non dagli atti d’amore. Forse perché l’amore è meno confortevole e spesso faticosissimo a causa del nostro egoismo. O forse perché l’amore e gli atti d’amore esistono, e sono anche tanti, ma sono quasi invisibili.
Odiare per me è roba da deboli. Per amare, invece, ci vuole forza. Tanta forza. E come diceva Cesare Pavese:
” Si odiano gli altri perché si odia sé stessi.”