JUVE-MAROTTA, FINE DI UN AMORE. TUTTI I RETROSCENA

 Di VANNI PUZZOLO

 

C’è un prima e c’è un dopo.
Capire cosa possa esserci stato esattamente tra Andrea Agnelli e Beppe Marotta prima di arrivare alla decisione di interrompere, bruscamente, un rapporto così vincente forse resterà tra le mura della Continassa.

Ma è lì che va ricercata la motivazione di questa separazione, nelle pieghe di un rapporto che nonostante le apparenze di una Juve ormai al vertice anche in Europa, era evidentemente già giunta a un punto di non ritorno.
E poi c’è un dopo.
Per il dirigente e per la Juve.
Già iniziato prima dell’annuncio shock di Marotta e di quanto potrà poi dichiarare nelle prossime ore il presidente bianconero.

Otto anni in bianconero

Giuseppe Marotta, da Varese, 61 anni, arriva alla Juve nell’estate del 2010, proviene dalla Sampdoria che ha appena portato ai preliminari di Champions, e si porta appresso il suo uomo di fiducia, il suo capo-scout Fabio Paratici che con lui, già da anni, costituisce un sodalizio affiatatissimo.

La prima stagione è negativa, solo un deludente settimo posto in campionato, poi la svolta con Antonio Conte allenatore che tuttavia non sceglie lui, ma Andrea Agnelli.

La Juve sotto la sua direzione vince 14 trofei ( 7 scudetti consecutivi, 4 Coppa Italia e 3 Supercoppe italiane, cui si aggiungono due finali di Champions perse).
Oltre agli indubbi risultati sportivi, ha il grande merito di aver sistemato i conti dei bianconeri, passati da un fatturato di 153 milioni del 2011 ai 504 del 2018, con il record di 562 del 2017 grazie al colpo fenomenale della cessione di Pogba al Manchester, preso da loro stessi,  un paio di anni prima a parametro zero.

Quindi cosa è successo? Quali i motivi di questa improvvisa tempesta a ciel sereno?

Un Amministratore Delegato è di fatto il numero due della Società, quando può accadere che venga silurato?

-Per i pessimi risultati sportivi ed economici.
-Perché cerca di fare le scarpe al numero uno
-Perché fa ombra al numero uno e con troppo presenzialismo offusca il proprietario.
-Perché pescato con le mani nella marmellata a rubare.

Escludendo la prima e la seconda e anche la quarta ipotesi, si fa strada la terza: sicuramente è entrato in rotta di collisione con il Presidente Andrea Agnelli, come si dice oggi: vedute diverse.
Rimane l’ipotesi più plausibile anche se ancora manca la versione ufficiale di Agnelli.

In casa Juve d’altronde la decisione è forse molto meno improvvisa di quanto possa apparire.

Nella lista di cui parlava Marotta (in carica fino a fine mandato) non ci sarà nemmeno l’altro ad, Aldo Mazzia.
E la scelta del nuovo consiglio di amministrazione dovrebbe portare ad una nuova figura che possa ricoprire entrambi le mansioni, quello di amministratore delegato sia per quel che riguarda l’area sportiva (al posto di Marotta) che quella finanziaria (al posto di Mazzia).

Si parla di un profilo molto più internazionale, forte quanto basta per gestire una tale eredità provando a condurre la Juve ancora più in alto.

Un identikit che presto troverà pure un nome e un cognome, particolarmente suggestiva rimane quella notizia partita dalla Spagna negli scorsi mesi e che parlava di uno Zinedine Zidane pronto a diventare un dirigente di punta della Juve ad ottobre, ma presto smentita, poiché rimane il francese il più serio candidato a sostituire Mourinho al Manchester United.

Quello di Zizou resta però un profilo per quanto di livello mondiale, molto, se non essenzialmente, legato al campo. Così come è forse soltanto una coincidenza il fatto proprio negli scorsi giorni Umberto Gandini abbia lasciato la Roma. C’è poi chi è pronto a scommettere su Michele Uva, già subcommissario di Lega e da un anno esatto vicepresidente della Uefa.

Possibile invece che nell’immediato il ruolo di direttore generale possa passare nelle mani, almeno momentaneamente, di Fabio Paratici con promozione al ruolo di direttore sportivo di Federico Cherubini: bisogna infatti ricordare come Marotta fosse stato nominato amministratore delegato dal CdA (con mandato in scadenza) pur conservando il ruolo di direttore generale (con contratto da dirigente a tempo indeterminato), e che Marotta o non venga sostituito o che venga cooptato un uomo della galassia Fiat.

L’affare Ronaldo

Appariva strano fin dall’inizio che mentre maturava l’affare Ronaldo, Marotta in Lega con i colleghi smentisse categoricamente l’operazione dicendo che non era in linea con i parametri Juve.

Poteva sembrare una strategia, ma non lo era.
Altrettanto strano era che Paratici parlava di meriti da attribuire ad Agnelli ( “ quando gliene ho parlato mi ha subito appoggiato” ) e che lo stesso Agnelli applaudisse Paratici per la grande intuizione, ma non nominava mai Marotta.

Altrettanto non è sfuggito ai più attenti che alla presentazione di Ronaldo ci fosse Paratici e non Marotta.

Le voci che si rincorrono parlano di una coalizione Paratici -Nenved per mettere in disparte Marotta ritenuto troppo prudente e restio ad autorizzare operazioni così esuberanti e spericolate.

Anche ultimamente un paio di interviste di Fabio Paratici era sembrate strane, lui era sempre rimasto defilato e nell’ombra.

D’altra parte che Agnelli e Nedved fossero un corpo e un anima era risaputo, e che lo stesso Presidente straveda per l’ex campione non è un mistero :sono pure vicini di casa e il confronto è diretto e continuo.

Si dice che i troppi meriti attributi sempre a Marotta avessero infastidito Agnelli rivendicando la sua scelta con Antonio Conte e rinfacciandogli la scelta Del Neri.

Anche il recente premio attribuito a Marotta come miglior manager europeo invece che far felice il Presidente lo avrebbe infastidito.

Sono tutte voci, ma un’altra voce strana era apparsa la candidatura che era rimbalzata un mese fa che parlava di Marotta candidato alla presidenza della Federazione, ma tutto a sua insaputa: il manager lombardo non ne era al corrente e non me era minimamente interessato: è risaputo come spesso per fare fuori qualcuno si provvede a proporlo per una promozione.

DOPO JUVE

E Marotta, invece, ora che farà?
Il Corriere della Sera ha rivelato di contatti già avviati con il Napoli, proprio nella stessa giornata di ieri ci sarebbe stato anche un incontro cordiale in città a Torino tra il dirigente e De Laurentiis.

Mentre Marotta smentisce categoricamente sia che il suo futuro imminente possa essere da presidente in Figc sia che la rottura con Agnelli dipenda dall’operazione Cristiano Ronaldo.

Anche in questo caso rimane solo questione di tempo : il distacco di un manager da un top club che aveva deciso di puntare tutto sull’uomo che ha saputo raccogliere i cocci di una Juve ancora in disarmo dopo Calciopoli e trasformarla nella macchina perfetta di oggi, il club prima o dopo spiegherà.

Perché una cosa è certa le strade fra Marotta e la Juve si dividono da subito, che lui abbia detto ieri sera che rimarrà in carica per la direzione sportiva è una cosa  che non crede nemmeno lui.

Aspettiamo la versione ufficiale di Agnelli, sicuramente non sarà una separazione consensuale, e si dovrà discutere di una cospicua buona uscita, non dimentichiamo che Marotta ha un contratto come dirigente a tempo indeterminato, oppure magari in Società qualcuno potrà anche aspettare le dimissioni, che ritengo difficili da arrivare.

Insomma ora la questione diventa economica-finanziaria-diplomatica o legale, ma la storia d’amore è sicuramente finita.
Ed è finita male.