LA MANOVRA DEL GOVERNO GIALLO-VERDE E’ PER CASO UN PO’ SOCIALISTA? CIOÈ DI SINISTRA?

DI PAOLO DI MIZIO

Avete notato che i sindacati, con la Cgil in testa, non si sono uniti al coro di critiche provenienti da sinistra contro la manovra economica del governo?

C’è qualcosa di socialista (forse involontariamente e confusamente socialista) nell’intento ridistributivo che anima il Def, per esempio con il reddito di cittadinanza e l’aumento delle pensioni minime.
All’interno della sinistra si stanno di nuovo dividendo: da una parte ci sono Renzi e quelli che come lui sostengono le ragioni del capitale e dei poteri forti, i quali sparano a palle incatenate sul governo in nome del rigore dei conti e del rispetto delle regole europee; dall’altra c’è gente come Emiliano e Fassina, gente che giudica positivo il piano economico, capace di scardinare il paradigma delle politiche non-espansive degli ultimi governi.
Perfino la sinistra di Leu è cauta ed evita di criticare. Nella Cgil sembra prevalere la posizione di Landini, che incarna la componente più vicina – bene o male – al grillismo.
Sul Corriere della Sera di oggi un breve e interessante articolo di Maria Teresa Meli, che riproduco qui sotto.
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Il Pd inquieto e la prova della piazza
di Maria Teresa Meli

L’obiettivo del Pd che oggi ha convocato a Roma una manifestazione contro il governo è quello di «riorganizzare il campo delle forze progressiste». Se poi il Partito democratico riuscirà — nonostante qualche pullman di militanti sia stato disdettato — a portare in piazza del Popolo un congruo numero di persone lo si capirà solo alle due del pomeriggio. Quello che però sembra già scontato è che l’obiettivo principale del raduno è fortemente a rischio.
Come spesso accade a sinistra le divisioni prevalgono, dentro il Pd e tra il Partito democratico e alcuni dei suoi futuribili alleati «progressisti». Terreno dello scontro è la manovra. Al Nazareno non piace e oggi Martina lo ribadirà. Emiliano, invece, ne è entusiasta: «Il Pd la smetta di difendere i poteri forti e le lobby, quella manovra l’avrei fatta anche io perché rimette in moto l’economia».
Anche la Cgil non è partita lancia in resta contro questo governo. Nessun annuncio di sciopero, anzi, la richiesta di un incontro. Tanto che il leader dei metalmeccanici della Cisl Bentivogli ha stigmatizzato «il nuovo collateralismo della Cgil». Del resto non è un caso se in pole position per la successione a Camusso ci sia Landini, considerato come il più vicino alla componente grillina dell’esecutivo.
Ma anche altrove a sinistra si avvertono segnali di apertura nei confronti del governo. Fassina, di Sinistra italiana, definisce questo intervento del governo «necessario e coraggioso».