UN FILM SU BUD PRIMA CHE DIVENTASSE SPENCER

DI CHIARA GUZZONATO

Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, è uno di quei personaggi poliedrici che si ricordano solo per un minimo di ciò che realmente hanno fatto. Noi tutti pensiamo a lui come al cowboy barbuto che faceva coppia con Terence Hill negli “spaghetti western”. Ma Carlo Pedersoli era molto più di questo, e presto lo potremo vedere in un film che ripercorrerà la sua vita precedente a quella del “Bud” del grande schermo: lo ha annunciato venerdì  il figlio Giuseppe, durante l’apertura del Terni Pop Film Fest.
“Per noi – ha spiegato Giuseppe – è quasi come non se ne fosse mai andato. Abbiamo riscontrato, anche aprendo una pagina Facebook in suo ricordo, che la gente da tutto il mondo lo sente come uno di famiglia. Lui diceva sempre di non essere un attore, e dopo molti anni ho capito il senso di quella frase: sul set non interpretava nessun personaggio, era esattamente come era nella vita”.
Come dicevamo, Bud Spencer non era solamente l’attore che tutti abbiamo amato. Era innanzitutto un campione di nuoto: fece parte della nazionale italiana, e nel 1950 entrò nella storia per essere stato il primo italiano a infrangere la barriera del minuto netto nei cento metri stile libero, scendendo a 59’’5.
Era uno sportivo: in gioventù praticò da dilettante il rugby e il pugilato, ottenendo ottimi risultati. Lo sport si mischiò con il cinema quando nel 1950 venne notato per la sua corporatura imponente, e gli venne assegnata una piccola parte nel suo primo film, “Quel fantasma di mio marito”: interpretava un nuotatore che andava in soccorso di una bagnante. Continuò per qualche anno con piccole interpretazioni (“Quo vadis”,”Un eroe dei nostri tempi”), ma la sua “vera” carriera rimaneva sott’acqua. Nel 1952 partecipò alla XV Olimpiade di Helsinki per la bandiera italiana, arrivando nono. Nel 1955 conquistò l’oro come pallanuotista ai Giochi del Mediterraneo di Barcellona.
Venerdì il figlio Giuseppe ha spiegato come avvenne il passaggio dalla vasca allo schermo: “Non voleva fare l’attore, poi si è creata una grande alchimia con Terence Hill e come per magia è nato tutto all’improvviso”. Nel 1967 Colizzi, che conosceva Bud come sportivo, era alla ricerca di interpreti per il film “Dio perdona… io no”. “Cercava un uomo grande – racconta il figlio – particolarmente prestante e che avesse dimestichezza con l’acqua per salvare il personaggio che poi è stato affidato a Terence Hill. Per altro, anche la presenza di Terence fu una coincidenza: l’attore che doveva interpretare il suo ruolo la sera pima si era infortunato dopo un litigio con la fidanzata e solo allora è subentrato. È stato proprio da quel film che è nata la coppia che ha segnato intere generazioni. Ma, soprattutto, è nata una profonda amicizia”.
Insomma, pare che il destino ci abbia messo una pezza: questi due dovevano incontrarsi a tutti i costi. Un legame che continuava anche al di fuori dello schermo: “Ricordo quando Terence venne a casa nostra per gli ottant’anni di nonno a mangiare gli ‘spaghetti alla Maria’, che era il piatto preferito di entrambi. Erano così uniti” ha aggiunto il nipote Alessandro, anche lui ospite al Terni Pop Film Fest.
Attendiamo dunque di vedere sullo schermo la storia di quest’uomo dalle mille sfaccettature e capacità, per conoscere un po’ meglio l’omone che ha fatto sognare più di una generazione con i suoi film e il suo sorriso tenero.