DI FRONTE AL GOVERNO CONTE, CHE FARE A SINISTRA?

DI LEONARDO MASELLA

Non sono mai stato tenero né con i rossobruni, né con la Lega, nel col M5Stelle. Anzi, in tempi non sospetti ho scritto numerosi post e note contro il pericolo rossobruno per il comunismo italiano in crisi profonda, contro il razzismo vergognoso della Lega e contro il qualunquismo antipolitico del M5Stelle. Addirittura ben prima del fenomeno rossobruno, o della nascita del M5Stelle ho denunciato le degenerazioni razziste, omofobe, maschiliste, qualunquistiche, antipolitiche e autoritarie di alcuni comunisti in crisi. Tuttavia, di fronte a quel che sta succedendo in Italia non posso non denunciare questa vergognosa campagna ben orchestrata da una accorta regia contro il nuovo governo in carica. Finchè questa campagna viene dai poteri forti euro-atlantici, quelli che stanno combattendo Trump negli Usa per intenderci (e quindi dal Pd, dai grandi quotidiani storici della grande borghesia, da Mattarella, da Berlusconi “riabilitato” dalla magistratura milanese, sic) la capisco, pur non condividendola per niente. Invece è veramente stupida perché è solo segno di chiusura dogmatica e pregiudiziale (senza reali argomenti di merito) la campagna astiosamente ostile al governo proveniente da settori di sinistra, approdati di recente alla facile e opportunistica equidistanza del né né, né con Gheddafi né con la Nato, ops, scusate, né con Conte né col Pd.
Se stiamo al merito non si può che essere d’accordo con Fassina, uno delle pochi leader intelligenti, che dice quel che pensa senza eccessivi tatticismi (http://www.affaritaliani.it/…/fassina-leu-questo-def-doveva…), nonostante l’ostracismo e l’emarginazione che subisce in Sinistra Italiana e con la seguente analisi dettagliatissima pubblicata da Marx21 (http://www.marx21.it/…/29301-i-100-giorni-del-governo-giall…).
Detto questo, io credo che sia del tutto inutile pensare di agire noi oggi sugli scenari di governo, né con un sostegno al governo né con una opposizione, entrambe assolutamente ininfluenti. Continuo a pensare che le nostre (piccole) forze dobbiamo dedicarle ad altro, in particolare ad avviare (col piede giusto) un lungo lavoro di ripresa di credibilità dei comunisti e della sinistra nella popolazione, per far crescere i nostri consensi prima di metterci in cattedra a dare lezioni a destra e manca. Un lungo e paziente (e faticoso) lavoro di radicamento sociale. Per chiarire, quando parlo di lavoro di radicamento sociale non penso né alla propaganda (dare dei volantini davanti alle fabbriche o fare dei banchetti nelle piazze) né alla presenza nelle cosiddette lotte (che fra l’altro sono pochissime e non è solo una questione di scarsa informazione), andando a tutti i picchetti e gli scioperi operai, magari diffondendo i nostri volantini che sostengono che siamo “gli unici veri comunisti” o “i più coerenti difensori del proletariato”. E men che meno penso che il problema del radicamento sociale si affronti facendo una manifestazione ogni sabato. Anzi, i lavoratori in carne ed ossa, già sfiduciati, così si stancano e si sfiduciano ancora di più. La lontananza dalla realtà è uno dei più grossi difetti di oggi dei comunisti e della sinistra italiana. Per non parlare del disastro che si sta facendo trasformando Potere al Popolo in una sorta di partito e nello scontro fra sempre più piccoli gruppi che si sta aprendo a causa di ciò. Io penso che la cosa che si dovrebbe (e si potrebbe) fare immediatamente è costituire – con la convergenza e un concreto lavoro unitario fra gli esponenti e le forze disponibili che hanno dato vita alle liste di sinistra (sia Pap che Leu), e coinvolgendo i tanti ex militanti comunisti e di sinistra e i tanti giovani senza tessera – UNA GRANDE ASSOCIAZIONE di solidarietà sociale, di aiuto sociale alla popolazione che sta soffrendo enormemente la crisi, trasformando le numerose e diverse sedi dei vari partiti comunisti e di sinistra che ancora esistono e sono pressoché vuote e inutilizzate, in moderni e attrezzati centri sociali aperti al pubblico, in grado di dare informazioni, aiuto legale e sociale, anche utilizzando al meglio la rete e i social network, a chi cerca lavoro o a chi rischia di perderlo, a chi non riesce a pagare l’affitto o il mutuo o le bollette, eccetera. Attraverso questo concreto aiuto sociale, coordinato da un centro nazionale unitario e ramificato in tutte le grandi città, sarà possibile – con tanta pazienza e tempi lunghi – riprendere la credibilità, il consenso e la simpatia della popolazione per i comunisti e la sinistra (non certo con i proclami o con le elezioni) e sarà possibile parlare anche (essendo ascoltati perché credibili), di opposizione sociale, di lotte e solidarietà di classe e della necessità di anticapitalismo, di un cambiamento radicale della società, di socialismo.