GIOCHI 2026. TRA MILANO E CORTINA, E’ ANCORA IN PISTA IL PIEMONTE

DI ANNA LISA MINUTILLO

Dopo una fase di stallo fatta  di non poche polemiche,

Giovanni Malagò, n.1 del Coni e membro Cio,  pare aver trovato la strada giusta da percorrere al fine di organizzare le Olimpiadi invernali 2026, prendendo il meglio da tutti i dossier visionati.
Il tutto è stato annunciato durante la riunione della Giunta regionale dal presidente della Lombardia Attilio Fontana.
La commissione del Coni, ha ravvisato la possibilità di una candidatura congiunta con le tre città di Cortina, Milano e Torino, senza una capofila, per far sì che ci sia una vera candidatura italiana, del Paese.
Milano e Cortina sono già d’accordo col Coni, “ora aspettiamo Torino” tanto comunica Malagò. “Ma è una occasione più unica che rara nella storia delle Olimpiadi “.
La candidatura in coppia di Milano e Cortina vedrà coinvolta per quanto riguarda la Lombardia anche la Valtellina e dovrebbe riguardare anche alcuni impianti in Trentino Alto Adige, in particolare il trampolino della Val di Fiemme per salto con gli sci e combinata nordica, proprio con l’obiettivo di sfruttare un impianto già esistente senza costruirne di nuovi, mentre Cortina sarà il cuore soprattutto dello sci alpino, di cui nel 2021 ospiterà i Mondiali.
Una soddisfazione per Sala, che si è detto «molto contento e so che ora c’è molto da lavorare». «Ho suggerito ai miei colleghi cioè i presidenti di regione e al sindaco di Cortina, di non preoccuparsi dei fondi, ora c’è talmente tanto tempo davanti che poi i fondi si troveranno. Preoccupiamoci di fare un buon dossier». Queste le sue dichiarazioni.
La sindaca Appendino ha comunicato la sua posizione tramite una lettera inviata a Malagò in cui dice che una decisione su una candidatura unitaria con Milano e Cortina può essere decisa solo dal governo. Dopo avere notato che “una candidatura unica sarebbe migliore” di una unitaria con Cortina e Milano, Appendino non manca di aggiungere che Torino ” è a disposizione” a fronte di una decisione del governo nazionale. il sottosegretario alla presidenza del consiglio Giancarlo Giorgetti rende noto che verrà presa in considerazione quanto avanzato dal Coni ma che non avendo ancora visionato il dossier in questione e che verranno valutate le linee guida con quelle poste dal Consiglio dei ministri.
Chiara Appendino commenta la decisione di Malagò definendola «incomprensibile»
«Il governo ha dichiarato che non ci sarà sostegno economico, quindi qualcuno dovrà spiegare come mai si è scelto si candidare Milano e Cortina, dove non ci sono né gli impianti né le strutture. La nostra candidatura era l’unica sostenibile, e abbiamo lottato fino alla fine. Io ho messo sul piatto anche le mie dimissioni. Chi si assume questa responsabilità dovrà spiegarlo al Paese. Ma siamo ancora disponibili, Torino con le sue valli c’è e c’è sempre stata».

Non dovrebbero insorgere problematiche di nessun tipo poiché il Coni ha rispettato alla lettera le indicazioni di Palazzo Chigi.
Il prossimo 11 ottobre, per migliorare il dossier di candidatura Milano-Cortina, a Venezia si incontreranno il governatore Fontana, quello del Veneto Luca Zaia, i sindaci di Milano e Cortina d’Ampezzo Giuseppe Sala e Gianpietro Ghedina e alcuni rappresentanti del Coni.

Anche il presidente del Veneto Luca Zaia dopo aver parlato con Malagò si dice felicissimo della firma apposta dallo stesso sull’atto della candidatura Milano-Cortina alle Olimpiadi della neve 2026.
Queste le sue dichiarazioni:
“Ringrazio il governo, il Coni e tutti gli interlocutori che in questi mesi hanno lavorato per questa candidatura che onoreremo lavorando a testa bassa perché rimanga nella storia come un’Olimpiade memorabile. Avanti tutta! “
Ad essere poco stupito dalle dichiarazioni di Fontana è invece Sergio Camparino, presidente della Regione Piemonte
«Purtroppo le dichiarazioni del governatore Fontana non mi stupiscono. Avevo già detto tempo addietro che sentivo puzza di bruciato. Per la precisione, quando il sottosegretario Giorgetti aveva convocato il tavolo sulla candidatura olimpica e un minuto dopo Milano e Cortina avevano proposto di andare avanti da sole». Così dichiara ed aggiunge : «Se si può recuperare un ruolo per le nostre montagne olimpiche, anche senza Torino, la Regione c’è».
Anche il presidente della Camera di commercio di Torino Vincenzo Illotte ha commentato questa decisione :
«Non abbiamo portato a casa quello che volevamo, è una grande delusione per il territorio. Penso che ora ci sarà un periodo di trattative per creare un progetto perché serve un ragionamento strategico a livello nazionale». Ed ancora: <<Mi sembra manchi ancora una visione strategica che permetta di compattare tutte le forze verso un progetto sostenibile. Bisogna fermare i litigi e iniziare a fare la vera battaglia che non è interna all’Italia ma internazionale. Un progetto come quello olimpico dovrebbe essere una priorità nazionale». Per il presidente della Camera di commercio, Torino non è ancora del tutto tagliata fuori. «La città può ancora contribuire».
Insomma Torino ancora in pista e sviluppi da attendere per un futuro sportivo che coinvolgerà molti tifosi oltre che gli addetti ai lavori.