NINA SEQUESTRATA DAI GENITORI. LA SUA COLPA? AMARE LE RAGAZZE

 

 

 

DI CLAUDIA PEPE

A Roma, e non nel lontano Oriente o in paesi integralisti in cui la donna è considerata come una costola fratturata dell’uomo, proprio a Roma capitale del mondo, hanno scoperto che due genitori tenevano la figlia rinchiusa in casa perché gay. Una ragazza, che ha confessato alla famiglia con l’illusione di essere capita e accettata, di essere lesbica. La tenevano incarcerata in stanze ingravidate di pregiudizi, di ignoranza e di intolleranza. La ragazzina di 17 anni denunciata dal Gay Center che la scorsa settimana è riuscito, con il supporto dell’Osservatorio di Polizia e carabinieri contro le discriminazioni, a liberare la giovane che di fatto viveva sequestrata nell’appartamento di famiglia nella provincia di Roma (Fonte http://roma.fanpage.it/). Tutto ciò è iniziato un anno fa, quando questa adolescente intelligente e coraggiosa, una ragazzina che ha saputo riconoscere il suo orientamento sessuale senza reprimerlo e mascherarlo, ha raccontato tutto a mamma e papà. Non riesco ad andare avanti senza darle un nome fasullo, senza sentirla come persona, come fosse mia figlia o una mia studentessa. La chiamerò Nina, Nina che del suo corpo aveva già capito tutto, si era già confrontata con i suoi conflitti, con i suoi dubbi, con le sue lotte interne e le vie oscure che attraversano la vita di un’adolescente. Con il suo candore Nina, aveva pensato giustamente di aprire il suo cuore ai genitori. E se non ora, quando? Voleva dir loro che aveva scoperto di amare, di sentire sulla pelle tutti i brividi del mondo. Aveva aperto la sua coscienza a sé stessa, e con gioia aveva scoperto di volersi bene, di provare delle sensazioni che le permeavano tutto il suo essere. Aveva scoperto di essere lesbica, il che vuol non dire essere una malata o una persona speciale. Nina aveva scoperto la bellezza di essere donna, la struggente emozione dell’innamorarsi, la gioia di essersi amata, capita e compresa. Un traguardo inarrivabile per moltissime persone, un valore tante volte coperto dal velo nero dell’anima, un dono per arrivare alla vera espressione di noi stesse. Nina, ha parlato ai suoi genitori che invece di abbracciarla, di essere orgogliosi di questa magnifica figlia si sono trasformati in Jocker nel Batman di Tim Burton e Kathy Bates in Misery deve morire. L’hanno confinata nella loro casa che era diventata per Nina, una prigione. Dove neanche le sbarre facevano filtrare la luce, l’aria, il sole. Rapita al mondo che non doveva sapere, estorta alla sua giovinezza, rubata alla sua stessa vita. Quando uscivano, chiudevano la porta con le chiavi e lei rantolava nella sua disperazione e nella sua rabbia. Ma Nina non si è arresa, e ha provato a fuggire una prima volta. Ha chiamato le forze dell’ordine ma vista la sua età le hanno consigliato di tornare a casa Successivamente è riuscita a scappare di nuovo e ha contattato il servizio Gay Help Line 800 713 713, che le ha permesso, di metterla in una struttura protetta per minori la stanno aiutando a ricostruire la sua vita, facendole riprendere gli studi che aveva abbandonato forzatamente. Del caso si occupa la Procura dei Minori. È da tempo che si richiede una legge contro l’omotransfobia, dice Fabrizio Marrazzo del Gay Center. Una legge contro l´omotransfobia, che preveda anche la formazione per il personale pubblico per evitare episodi di discriminazione e pregiudizio anche da parte di funzionari pubblici come accaduto alla giovane ragazza. Se non verrà approvata inviteremo i sindacati e la comunità lesbica, gay, bisex, e trans a fare uno sciopero generale dei lavoratori il 17 maggio, in occasione della Giornata Mondiale contro l’omofobia a sostegno della richiesta di legge.

Io credo sempre meno alle Giornate che condannano le efferatezze delle persone, perché la vita non è un giorno, la vita non deve essere difesa, la libertà non conosce giornate. La libertà nasce da quando apriamo gli occhi la prima volta e li chiudiamo per l’ultima volta. E la libertà è di tutti, senza preconcetti, senza preclusioni e senza aver paura. Nina, bacia la tua ragazza davanti al sole della vostra giovinezza, vivi la tua vita nella luce, e sii orgogliosa di aver lottato per i diritti umani. A presto Nina.