QUELL’ULTIMO CONCERTO A ROMA

DI MARIA PIA DE NOIA

Chiesi agli organizzatori di poter venire in camerino solo per abbracciarti.
Sapevo che non ci sarebbero state altre occasioni. Non me lo permisero.

Durante il concerto più volte fui tentata di saltare sul palco, come scrissi allora.
Un piede sulla cassa, uno sul palco e opla. Con due mosse mi sarei trovata immersa in un mare di sensi.

Avrei fissato i tuoi occhi piccoli così espressivi che parlavano anche quando rimanevi muto.
Avrei seguito le tue dita che disegnavano cerchi di vita nell’aria.
Avrei registrato il suono delle tue labbra che quando parlavano in francese mi facevano inmamorare, quando passavano all’italiano da perdere la testa proprio.
Avrei preso la tua mano carica di saggezza e l’avrei posata sulla mia guancia. E lentamente sarei uscita con te dal palco ballando.

Vieni e riscopri con me
quel che non si fa più.
Stai guancia a guancia
e cuore a cuore sì,
e stringi più che puoi
le braccia intorno a me.
Stai qui, contro di me,
stai qui vicino a me.
E ballo insieme a te,
tra il sogno e la realtà
Stai qui vicino a me.
Lalalala Lalalala

Buon viaggio Charles.
Grazie per tutti i brividi che hai regalato.
Per quei sensi cui hai dato un senso.