SU LA TESTA! ANCHE QUANDO LA VITA CI AGGREDISCE

DI MARINA POMANTE

Ieri sono tornata nella vecchia casa ho lasciato le chiavi e chiuso con questo passaggio di vita. Entrando in casa mi sono chiesta come mai non mi fossi accorta della poca luce che entrava dalle finestre, guardando fuori in quel giardino che più che un giardino era un passaggio condominiale, c’era un tappeto di foglie umide… Sono passati così pochi giorni e già è cambiata la visuale, un clima più umido la luce più cupa di quelle sere di fine settembre, quando sai che sta per finire l’estate e ti sale quel pò di malinconia. Sono bastati veramente pochi istanti perché il mio umore cambiasse drasticamente. Poi tornado verso la fermata dell’autobus, il cielo era tinto di rosso e in lontananza le ombre della sera facevano capolino… La sabina negli spazi aperti regala dei panorami mozzafiato e spesso i colori delle valli durante il tramonto, assumono gradazioni di colore degne di un quadro di raffinato impressionismo… Ma questa volta il pittore è la natura stessa… Tinte che vanno dal verdechiaro al verde scuro fino al viola per poi arrivare a confondersi con il rosso del tramonto e i vari blu del cielo. L’anima davanti a tanta bellezza si riappropria della sua energia…
Nell’attesa scambio qualche chiacchiera prima con uno, poi con un altro, ho con me Birillino, lui attira l’attenzione e poi è un cane molto socievole… Si avvicina un bambino e si fa accarezzare… Billy mi guarda e poi con lo sguardo torna da quel bambino che ha smesso di accarezzarlo, con la testa il cagnolino va sotto la mano del bimbo e gli fa cenno di continuare… Arriva una giovane ragazza e mi domanda a che ora passa l’autobus, pochi minuti dopo un ragazzo si siede vicino e anche lui coccola Billino, poi si immerge di nuovo nell’ultimo messaggio del cellulare e stacca il suo sguardo dal mondo reale. Nel frattempo arriva l’autobus. Saluto l’autista e questa volta vengo risalutata… Chiedo se cortesemente mi avvisa quando siamo prossimi alla fermata di Borgo Santa Maria, io intanto mi siedo nel sedile più prossimo al guidatore. Vicino a me c’è una signora, accarezza Birillo e comincia a raccontarmi di lei. È una signora elegante, dalla voce leggera ha un accento straniero, viene dal Perù anche se sono 29 anni che vive in Italia; mi racconta del suo cagnolino, di quanto è legata a quel cagnolino, era della figlia… Era si, purtroppo l’ha persa a soli 26 anni… Mi domando cosa è accaduto, le chiedo se è stato un incidente… E lei mi racconta quel momento… Me lo dice tutto di un fiato e aggiunge che per parlarne ha dovuto lavorare su se stessa. Mi racconta che dopo tanti anni in Italia decide, qualche anno fa, di tornare a vivere nel suo paese, ma la sua permanenza in Perú non dura molto, le manca L’Italia, allora con il marito decidono di rientrare, ma questa volta la figlia sceglie di rimanere in Perú, ha l’università, un nuovo amore, un nuovo progetto di vita… Dai genitori ci si deve pur sempre staccare… Mentre racconta la sua voce ogni tanto viene fermata da un sospiro, rallenta il racconto, fa pause, riflette per poi continuare. Una sera la figlia con il ragazzo decidono di andare in un posto che in se ha varie discoteche, ristoranti, pub, un grande centro dove c’è la movida… Un attimo dopo uno scenario di festa cambia, un pazzo un misogino, un esaltato spara sulla folla, l’obiettivo è colpire più donne possibile, ucciderà sei donne e altri 15 feriti saranno colpiti in modo grave… Una mente devastata, una mente piena d’odio, spezza i sogni di questa giovane ragazza e lascia nell’oblio questa giovane madre. Le chiedo se ha altri figli ma aveva solo lei, sullo schermo del suo cellulare, c’è la foto della figlia, ha un 1%di ricarica, riusciamo giusto a vedere la foto… La signora racconta che è andata via a febbraio 2017 e quasi con rassegnazione mi dice che almeno l’ultimo Natale lo hanno passato insieme… Nel frattempo, la sera è arrivata, il traffico del rientro mi ha permesso di ascoltare questo frammento di vita. Mi alzo e vado verso l’autista che cordialmente mi da i riferimenti per poter scendere anche di notte alla fermata di borgo, basta che guardo sulla mia destra un benzinaio IP aperto tutta la notte, illumina la strada e la mia fermata è vicina… Lo saluto. Torno da quella dolce signora l’abbraccio e le auguro tanta serenità in una vita che le ha già mostrato i conti…
Mi incammino verso casa, l’aria è già diversa, sento come se ogni racconto, ogni momento di quell’ora mi ha dato ispirazione, un’energia positiva. Entro in casa, è cosí bella, un pasto frugale, le luci soffuse, in tv a “Che tempo che fa” un esilarante Panariello… La cultura e la professionalità di Renzo Piano, un uomo eccezionale che riempie con le sue parole spazi cognitivi della mia memoria, le risate che attira la Littizzetto, la musica, gli ospiti… Ecco che il mio pensiero in conclusione di questa domenica è immediato. La vita anche se difficile, va vissuta fino in fondo. Sempre a testa alta, senza grida… Come quella dolce e immensa signora seduta per un attimo al mio fianco.